20 febbraio Tblisi (GEORGIA)

[Stefy]: “Dopo una tazza calda di thè e due baclava, facciamo due passi nel centro storico non lontani dalla Chiesa di Jvaris Mama e da quella di Norasheni. La città vecchia è molto carina, un dedalo di stradine caratterizzano questa zona antichissima che la gente del posto chiama Maidan o Kala.

Nella piazzetta di Gorgasalis, incontriamo due ragazzi di couchsurfing Pappu indiana ed il suo ragazzo singalese. Trascorriamo con loro qualche ora, chiacchieriamo dell’India, di viaggi, dei loro studi di medicina a Tbilisi e delle difficoltà di vivere all’estero.

Andiamo alla Chiesa di Metekhi dove, per puro caso, assistiamo ad una cerimonia ortodossa; il prete fa il segno della croce sulla fronte dei fedeli mentre loro gli baciano il polsino della tunica.”

Tbilisi è una città sorprendente, se qualche scorcio, tipicamente sovietico, mi ha fatto rimembrare la vecchia Lettonia, tanti altri sono propri di una città che pian piano tenta di aprirsi all’Europa e all’Occidente.

Ricordiamo che ormai sono 25 anni che ha ottenuto l’indipendenza da “Grande Madre Russia” e che da non moltissimo è riuscita a liberarsi da quell’anarchia in cui era caduta subito dopo.

21 febbraio Tblisi (GEORGIA)

 Mtskheta ospita alcune delle chiese più antiche del Paese e ne rappresenta il cuore spirituale sin da quando il Cristianesimo diventò la religione di Stato nel ‘300.
Alla confluenza dei fiumi Mtvari e Aragvi, Mtskheta è stata anche la prima capitale Georgiana.

Visitiamo la Chiesa di Jvari, molti credenti ortodossi sono in preghiera, fanno il loro caratteristico segno della croce, baciano i piedi di Gesù Cristo sulla croce, camminano accarezzando la base di tutte le cornici delle sacre icone.

L’atmosfera molto solenne e cerchiamo di mostrare il nostro massimo rispetto anche quando, poco dopo, all’interno della maestosa Cattedrale di Sveti-Tskhoveli, un monaco dalla lunga barba bianca, benedicendo tutti i fedeli, ci innaffia completamente con un grande pennacchio imbevuto nell’acqua…  dopo questa doccia santa proseguiamo fino alla Chiesa di Antioki risalente all’epoca di Santa Nino, molto amata dai Georgiani.

Ritorniamo a Tbilisi e gironzoliamo tra le cianfrusaglie del mercato delle pulci, tra vecchie donnoni russe dai denti d’oro che vendono vecchi piatti o servizi da the usati o pentolame vario e uomini dall’aria stanca, dal viso malinconico e trascurato che mostrano vecchi francobolli sovietici o gradi militari dell’armata rossa.

In centro, basta entrare in uno dei mille vicoletti per incontrare la vecchia Tbilisi dell’era sovietica. Case decadenti non sono ancora state ristrutturate, vecchi balconi di legno sembrano lì lì per caderti sulla testa, spesso appare un’antica chiesa ortodossa, luogo di culto ed incontro del popolo.

22 febbraio Tblisi (GEORGIA)

[Stefy]: “Raggiungiamo la collina in ovovia, il biglietto costa un Lari, eccoci nella fortezza di Narikala da dove si gode di una bella veduta sulla città. Poco più a destra si trova uno dei simboli più caratteristici della capitale: la Statua di Kartlis Deda, alta circa 20 metri e tutta in alluminio. Rappresenta una metafora perfetta del carattere dei georgiani, in una mano tiene una coppa di vino (ospitalità) e nell’altra una spada (per combattere i nemici).
Cattedrale di Sameba, la più grande del Caucaso, è maestosa e domina l’intera città!

Mercato di Desertirebis. Adoro i mercati, sono posti vivi e pulsanti e puoi capire molto della cultura di un posto. “

Senza meta tra le spoglie bancarelle che vendevano un mucchietto di patate o carote o qualche piccolo e brutto kiwi, questi vecchi uomini e donne scaldati da stufette a legna microscopiche, mi hanno fatto tanta tenerezza... in quel mercato mi è sembrato di fare un passo indietro nel tempo ma son bastate due fermate di vecchia metro sovietica, quella con lunghissime scale mobili che, a velocità sostenuta ti portano nelle profondità della Terra e cambiamo completamente area: Rustaveli.

 

Ampi viali puliti, negozi di tutte le marche occidentali, auto costose, gente ben vestita… seguiamo per un po’ l’itinerario a piedi proposto dalla nostra Lonely Planet fino alla bella Freedom Square…

 

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