27 marzo Philipsburg (ST MAARTEN)

Per centinaia di anni, i Caraibi sono stati un esotico campo di battaglia per le potenze coloniali, impegnate ad arricchirsi trasportando rum, schiavi ed oro dal Nuovo al Vecchio Mondo.

Qualche colpo di cannone bastava a trasformare da un giorno all’altro, la geografia politica dell’area e, dopo secoli di questo Risiko giocato tra sabbia, mare e palme di cocco, una sola delle 7.000 isole dei Caraibi restò divisa tra due Nazioni che preferirono spartirla piuttosto che perderla del tutto.

È facile capire come mai questo luogo: Saint Martin per i francesi e Sint Maarten per gli olandesi, fosse così ambito.

La divisione politica ha regalato a quest’isola due distinte personalità, quasi cose se fossero due gemelli siamesi con caratteri molto differenti.

I “francesi” si aggrappano alle radici europee, come dimostra l’attenzione per la cucina, l’attaccamento alle tradizioni d’oltralpe, le targhe automobilistiche francesi ed il sentirti dire, a Marigot, che la capitale è in Europa, a Parigi, e che Marigot è solo la città più grande dell’isola!

Gli “olandesi” preferiscono enfatizzare la propria socialità, specie tramite la musica, la vita rilassata in spiaggia ecc.

Secondo la leggenda, la divisione dell’isola ebbe origine da una specie di gara podistica. I francesi si diressero verso nord, gli olandesi a sud. Mentre i primi, lungo il percorso, si dissetarono con buon vino, i secondi fecero ricorso a gin scadente e furono costretti ad una lunga sosta per smaltire gli effetti. Questo spiegherebbe perché i francesi si siano accaparrati una parte più cospicua di territorio.

Noi attracchiamo a Philipsburg, capoluogo-capitale della parte olandese. Incontriamo Eddy Miller, quello che sarà il nostro simpatico autista di oggi!

Dopo un giro tra le stradine della città e dopo la consueta visita all’ufficio postale ci rechiamo a Maho Beach, la celeberrima spiaggia in cui campeggia il cartello: “Gli aerei in fase di atterraggio ed in volo a bassa quota possono causare seri danni fisici”; con accanto l’immagine di un corpo umano che rotola via sotto l’immensa sagoma di un velivolo.

Non mi aspettavo una spiaggetta così carina ma soprattutto un mare così limpido e trasparente.

Tra un atterraggio e l’altro ne approfittiamo per un rinfrescante e meritato tuffo in piscina… pardon: mare!

È molto suggestivo ammirare questi aerei in finale, a pochi secondi dal touch down point.

Un grande boeing atterra proprio mentre stiamo per andare via facendo volare tutti i cappelli dei tanti visitatori in spiaggia!

Entriamo a Marigot, capitale della Saint Martin francese, una vivace cittadina portuale dominata da un forte che sorge in cima ad una collina.
Qui la sensazione di vecchia Europa è molto forte grazie a boulangerie, balconi in ferro battuto, lampioni in stile belle epoque, bandiere tricolori ovunque…

Marigot non mi piace molto e perciò decidiamo di ritornare a Philipsburg, precisamente a Front Street, la strada che costeggia la baia lungo cui si allinea una sequenza ininterrotta di boutique, gioiellerie, ristorantini, casino e negozi duty free.

Questo sì che è un posto dove potrei vivere!

 

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