08 settembre Tehran (IRAN)

L’Iran ti intimorisce… lo sguardo duro di Khomeini nei manifesti sparsi per la città sembra ammonirti e ricordarti di “comportarti bene” in questa nazione che ci ospiterà.
Comportarsi bene” è relativo in un Paese dove i militari controllano il velo delle donne, dove i fidanzatini non possono passeggiare mano nella mano ma dove è considerato sensuale rifarsi il naso o le labbra!

Ci colpisce la cortesia gratuita degli iraniani, il loro farsi in quattro per cercare di darti una mano quando ti vedono in difficoltà con una mappa tra le mani per strada, il loro voler “attaccar bottone” con lo straniero per ascoltare storie di un altro mondo, un mondo lontano e spesso quasi proibito dalla burocrazia ma soprattutto per raccontare… spiegare la propria storia per abbattere antichi pregiudizi che tuttora “frenano” il turismo occidentale. La loro spontanea socievolezza e cortesia è disarmante.

Si vede che le ragazze sono stanche di questo velo, lo si vede da come lo indossano lasciando scoperto quasi tutto il capo… c’è aria di cambiamento, di modernizzazione!
Voliamo con la compagnia di bandiera Iran Air, ottima scelta sia per la comodità del volo diretto che per l’organizzazione in generale e a tal proposito mi sento di dover segnalare l’agenzia “Adineh Travel, con sede a Milano, per la professionalità di gestione dei voli e dei visti.

Tehran è immensa! Conta una dozzina di milioni di abitanti che contribuiscono attivamente a rendere il traffico cittadino infernale! È veramente allucinante, senza regole, tutte queste vecchie auto scassate che circolano, ti sfiorano, ti soffocano con i loro gas velenosi.

Ci ospita Meysam, la moglie Tina e la figlia Parmisa; ci accolgono con una cenetta tipica iraniana, seduti a terra, su vari tappeti persiani, tra specialità locali trascorriamo una bella serata in amicizia.

09 settembre Tehran (IRAN)

Ci immergiamo nei vicoli tentacolari del Grand Bazar, il mercato più grande della Nazione; è come una città nella città, comprende 10 kmq di negozi coperti, è la Wall Street della città, il luogo dove vengono fissati i prezzi dei beni di prima necessità, comprende varie moschee, pensioni e persino una chiesa.

Golestan Palace. Patrimonio dell’Umanità, questo monumento alle glorie della dinastia qajar si trova in quello che un tempo era il cuore di Tehran. Il Palazzo è impreziosito da sofisticate decorazioni, dipinti, specchi in stile europeo che testimoniano l’ossessione dei regnanti dell’epoca per l’Europa e la Francia.

[Stefy]: “L’Iran è sorprendente, quando passi per strada tutti ti sorridono, ti salutano, molti si fermano a giocare con Nora, le danno caramelle, pane e carezze, sussurrando: “welcome to Iran”.
E pensare che a casa tutti ci dicevano “state attenti, non date confidenza”…
Qui è praticamente impossibile non darla, al Parco E-Shahr, alcune ragazze ci invitano al loro pic-nic offrendoci the e frutta. La loro gentilezza ti lascia senza parole.”

10 settembre Tehran (IRAN)

Museo dei tappeti persiani. Non avevo mai considerato l’immenso lavoro che c’è nella creazione di queste opere d’arte. È incredibile la difficoltà dei particolari, il grande numero di nodi di tessuto per cm o millimetro. Ho visto alcuni tappeti che contavano 70-80 nodi in 7 cm e parliamo di tappeti di anche 5 metri.

Alcuni tappeti sono davvero eleganti e solo ora capisco il motivo del loro valore!

Con taxi preso grazie a “Snapp”, raggiungiamo il Tajirish Bazaar.
Snapp” è un’app estremamente utile in Iran, richiedi un passaggio da un punto all’altro della metropoli, quando accettato, ti appaiono i dati del driver ed il prezzo, molto economico… lo useremo praticamente tutti i giorni nelle città più grandi.

Tajirish Bazaar, è un mercato molto colorato dove si vende di tutto. I suoi vicoletti strettissimi brulicano di gente, gli odori di coriandolo appena macinato si mescolano a quelli dei vari incensi. È entusiasmante passeggiare senza meta perdendosi senza troppi pensieri.

11 settembre Yazd (IRAN)

Oggi voliamo verso il sud dell’Iran, nell’area desertica, speriamo solo non faccia troppo caldo.

Con i suoi vicoli tortuosi, stretti, veri e propri labirinti di fango e paglia, le torri del vento e le case basse della città vecchia, Yazd ci accoglie in un caldo pomeriggio di settembre!
Gli alti bagdir (torri del vento) costruiti per raccogliere ogni più piccolo movimento d’aria calda che, passando attraverso una vasca di acqua fredda, la rinfresca e la diffonde dando un leggero refrigerio!

Incastonata tra il deserto settentrionale di Dasht-e Kavir e quello meridionale di Dasht-e Lut, Yazd è un piccolo gioiellino nel sud.

Alloggiamo presso il Silk Road Hotel, un’antica casa tradizionale, dinanzi alla Jameh Mosque. Un luogo magico e pittoresco. Il cortile interno è molto curato, elegante nel suo folklore, c’è una piccola vasca d’acqua al centro e tanti divani tutto intorno. Ottimo anche il ristorantino interno che ti dà l’opportunità di assaggiare tante specialità del posto, imperdibile la carne di cammello! Grazie Alì per la calorosa accoglienza.

 

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