12 settembre Yazd (IRAN)

[Stefy]: “Se esci nel primo pomeriggio a Yazd non trovi nessuno in giro, tutti i negozi chiusi… la sera, invece, non hai neppure lo spazio per muoverti!
Jameh Mosque domina la città vecchia, di notte poi, diventa incantevole. Il suo portale è tutto piastrellato ed i colori blu turchesi, al tramonto, sono davvero da brividi. I suoi minareti sembrano che facciano da guardiani a questa città color biscotto.

Complesso Amir Chakhmaq. Uno degli edifici più riconoscibili di tutto l’Iran, ampie e profonde nicchie tutte in fila che si affacciano su una bella piazza, ti fanno sognare e immaginare come poteva essere l’antica Persia.

Di fronte c’è il bazar dell’oro. Mi si avvicinano curiosamente un gruppetto di ragazzine, mi guardano sorridendo e mi fanno capire che non parlano inglese… un mercante mi dice che quelle donne non parlano neppure il farsi: sono afghane!

Finiamo a pranzare da Malek-o-Tojiar, un delizioso ristorantino all’interno di una splendida casa tradizionale.

È duro fare un viaggio con una bimba così piccola, spesso ci domandiamo se sia giusto o se stiamo facendo bene… non lo so… ma averla vicina non ha prezzo, quando ci sorride ci illuminiamo e tutta la stanchezza passa!

Dall’alto della terrazza di un albergo, in uno degli innumerevoli vicoletti, godiamo di un tramonto da favola… le cupole, i minareti, i bagdir, tutto era al posto giusto sotto una luce calda, dorata, perfetta!”

13 settembre Toudeshk (IRAN)

[Stefy]: “Quando un imprevisto ti porta a vivere un’esperienza straordinaria. Questa mattina dovevamo andare a prendere il bus per Abarkooh, nel tragitto in taxi dall’albergo al bus terminal, veniamo a conoscenza di diverse difficoltà, successivamente, a poter raggiungere Isfahan da Abarkooh… in pochi minuti cambiamo tutti i programmi, riusciamo a: cambiare il biglietto del bus, prenotare un nuovo hotel, disdire il precedente, imparare che in Iran esiste un villaggio chiamato Toudeshk e partire!”

Non dimenticherò mai la faccia e l’espressione del baffuto autista del nostro bus da Yazd a Toudeshk…  dove? Neppure la Lonely Planet menziona questo piccolo villaggio di fango tra Nain ed Isfahan… ma non avevamo alternative!

Dopo tre ore di viaggio lungo un paesaggio desertico molto arido dove molto raramente appariva un piccolo paesino attorno ad una moschea… improvvisamente il bus si ferma…  guardiamo fuori dal finestrino… il nulla… 35° gradi… tutti i passeggeri si guardano interrogandosi se fosse successo qualcosa… il driver si avvicina urlandoci: Toudeshk!
Scendiamo… il driver poggia i nostri zaini sul terreno polveroso e, preoccupato, ci guarda con un’espressione molto eloquente: “Ed ora che fate qua?”

Noi la prendiamo con filosofia, fingendo che sappiamo ciò che stiamo facendo, gli sorridiamo augurandogli buon viaggio! Il bus riparte… la scena è comica… persino Nora ci guarda perplessa!

Scoppiamo a ridere e ci avviamo verso l’unica baracca… spunta un uomo grassoccio, ci guarda e dice: “Mohammad Jalali” (il nome del proprietario della Guesthouse prenotata dal bus terminal)… quasi fosse una parola in codice, annuisco e due secondi dopo ci ritroviamo ammassati a bordo di un pick up con i nostri zaini e passeggino nella parte posteriore tra sacchi di cemento e calce!

Varcato l’uscio del Tak Taku Guesthouse… un’oasi del deserto… pace, tranquillità… Mohammad ci accoglie assonnato.

Ci racconta la sua storia: quando era bambino vedeva gruppi di ciclisti e motociclisti europei che, percorrendo la via della seta, si recavano in India o Cina… Molti si fermavano a Toudeshk dove, allora, non esistevano alloggi… tutto comincia per gioco, senza conoscere l’inglese, inizia ad “ospitare” questi uomini che provenivano da così lontano… li aiuta a piantare le tende nel cortile della vecchia casa dei suoi genitori, offre loro acqua calda per la doccia e piano piano matura l’idea di costruire qualcosa… con enormi sacrifici nasce la sua amata guesthouse.

[Stefy]: “Facciamo due passi per il piccolo villaggio di fango… incontriamo donne che si avvicinano per salutarci e darci il benvenuto… Giungiamo alla magnifica moschea dove Mark si ritrova a giocare a ping pong con dei ragazzi del luogo mentre Nora corre e scherza con delle bambine.

Nora, dolce amore. La vedo felice, la vedo interagire con bambini così lontani geograficamente e culturalmente da lei e, al tempo stesso, vedo che non importa la lingua, le tue radici: i bimbi sono bimbi, giocano e si divertono, si sorridono e si accarezzano. Amo il mondo e amo mia figlia nel mondo che ogni giorno ci regala momenti unici ed irripetibili.

In serata mangiamo a terra tutti assieme, parliamo, ridiamo e ammiriamo questo magico luogo che, di notte, illuminato, diventa ancora più incantevole”.

14 settembre Isfahan (IRAN)

In taxi arriviamo, facilmente, ad Isfahan!

Isfahan è strepitosa. È definita: il capolavoro dell’Iran, il gioiello dell’antica Persia, una delle città più belle del mondo islamico. I raffinati mosaici delle piastrelle azzurre degli edifici, il suo vasto bazar ed i suoi romantici ponti ti conquisteranno subito.

È una città che si visita a piedi perdendosi nel suo bellissimo bazar, oziando nei suoi stupendi giardini sorseggiando un tè e scambiando due chiacchiere con i curiosi e socievoli abitanti.

Isfahan è soprattutto il luogo in cui assaporare le raffinatezze della cultura persiana, evidenti in Imam Square, nel Palazzo di Ali Qapu, Imam Mosque e nelle zone circostanti.

Il Ponte Khajoo illuminato al tramonto, un piatto di pollo o halil (passato di melanzane, formaggio e curcuma) accompagnato da un gustoso humus, una passeggiata lungo Khajoo Avenue mentre la frenetica vita cittadina ci passa davanti agli occhi sono solo alcune delle cose che abbiamo apprezzato finora.
Alloggiamo presso il Khajoo Hotel, un bellissimo hotel 4 stelle aperto da pochi mesi, sicuramente la miglior scelta per chi visita questa pittoresca città.

15 settembre Isfahan (IRAN)

Jolfa. Quartiere armeno di Isfahan. Risale ai tempi dello Scià Abbas I che trasferì, in massa, questa grande colonia cristiana dalla città di Jolfa, nord Iran, ad Isfahan.

I cristiani armeni erano molto ricercati per la loro bravura come mercanti o artisti, basta guardare le pareti interne della cattedrale di Vank per comprendere la loro abilità ed arte.

 

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