16 settembre Isfahan (IRAN)

Nella Moschea di Jameh incontriamo Alì, un giovane imam, è seduto dietro un tavolino con un cartello “free talk about islam”. È sempre molto interessante confrontarsi con persone così diverse da noi e ne approfittiamo per scambiare due chiacchiere con lui. Alì è uno studente del Corano, indossa una tunica marrone ed un turbante nero (indica che è un lontano discendente di Maometto).

È un religioso e, in quanto tale, punto di riferimento per la gente che può consultarlo per qualunque problema morale….

[Stefy]: Bazar di Bozorg. Mi colpiscono gli abiti da donna colorati, corti, brillantinosi, l’intimo sgargiante, scarpe con tacchi vertiginosi… poi ti guardi intorno e vedi tutte le donne coperte di nero…

Ti chiedi come possa essere la loro vita a casa, con i propri familiari, durante le loro feste… sono donne così belle e, sotto quei veli, nascondono davvero un mondo. Attentissime al trucco, alla nail art, alla cura del corpo.”

17 settembre Abyaneh (IRAN)

Abyaneh, piccolo villaggio pittoresco e patrimonio mondiale dell’UNESCO. I suoi vicoli ripidi e tortuosi, fatti di fango e pietre, si snodano tra le case color ocra con le grate alle finestre e piccoli e fragili balconi in legno.

Adagiata ai piedi del monte Karkas, Abyaneh è rivolta ad est per ricevere il massimo di ore di sole; d’inverno deve fare molto freddo qui… le case furono costruite l’una accanto all’altra per difendersi dalle frequenti incursioni dei predoni…

È una città di 2500 anni con pochissimi abitanti a circa 2000 metri d’altitudine. Le donne indossano chador fiorati e gli uomini lunghi pantaloni neri molto larghi, addirittura hanno mantenuto il proprio dialetto arcaico.

Entrare in questo piccolo villaggio è stato come fare un passo indietro nel tempo.

18 settembre Kashanh (IRAN)

[Stefy]: “E’ difficile descrivere la bellezza delle antiche case tradizionali iraniane. Visitiamo Khan-e-Abbasin. Un complesso di sei edifici su diversi livelli, gli stucchi sulle pareti sono eccezionali, le vetrate, gli specchi: luce per gli occhi…

Khan-e-Tabatabei. Costruita nel 1834 da un facoltoso mercante di tappeti, è caratterizzata da intricati rilievi scolpiti nella pietra, le vetrate istoriate, gli stucchi e la sala degli specchi faranno impazzire ogni macchina fotografica!

Godiamo di una bellissima vista sulla città dal tetto dell’hammam del sultano Mir Ahmed. L’interno è tutto piastrellato delle tonalità del giallo e del blu… chissà come doveva essere ai tempi del sultano! Davvero un posto da mille e una notte!

Kashan è la città più ricca dell’Iran in termini di architettura, ovunque ti giri ci sono caravanserragli con soffitti mozzafiato, ricche case tradizionali finemente decorate e molto eleganti.

Alloggiamo presso la “Khane Irani”, un’antica casa classica persiana. Nora si diverte con le mani a mollo nella vasca d’acqua centrale mentre cerca di afferrare i pesciolini rossi, gli alberi di fico e di melograno offrono un po’ d’ombra… tutta la struttura è molto elegante ed aristocratica… un piccolo gioiello.”

19 settembre Kashanh (IRAN)

[Stefy]: “Pranziamo in un’altra casa tradizionale molto antica: Negin. Fine e sobria, vasta e arricchita da un ottimo ristorante. Questa struttura cerca di aiutare anche i bambini meno fortunati della città.

Si dice che i Re Magi siano partiti proprio da Kashan per andare ad onorare la nascita di Gesù a Betlemme. Il fatto potrebbe essere vero visto che i Magi erano sacerdoti zoroastriani.”

20 settembre Tehran (IRAN)

[Stefy]: “Lasciamo Kashan per rientrare nella capitale. Il viaggio in VIP bus di tre ore trascorre abbastanza velocemente, un po’ meno l’ora di taxi nella congestionata, trafficata ed inquinata Tehran.

Ecco, forse questa è l’unica cosa che non mi piace dell’Iran: il suo traffico incontrollato, senza regole e l’asfissiante smog!
Quanto ci hanno colpiti questi splendidi iraniani. In ogni luogo abbiamo incontrato persone speciali che, con gratuita generosità, hanno cercato di accoglierci nel migliore dei modi. Sono belli, sono puri!

Vedi papà affettuosissimi con i figli e con le proprie mogli, dolci nei modi. Molti ci hanno confidato che non vorrebbero che le mogli indossassero il velo ma lo Stato lo impone; vorrebbero vederle libere, libere di esprimere se stesse! Quanti pregiudizi che il mondo ha nei confronti di tutto ciò che è collegato all’islam”.

Vai dove vuoi ma per la strada che vuole tuo marito” – detto iraniano 

Quante volte mi son sentito dire, parlando dei tanti falsi pregiudizi: “Noi iraniani siamo come voi Occidentali”… Non è vero cari amici… voi siete migliori di noi!

21 settembre Tehran (IRAN)

Alloggiamo presso il “Diplomat Suite”, un posto fuori dal comune. Un immenso appartamento, su due piani, tutto per noi con varie camere da letto, un salone open space con una decina di divani, vari bagni e persino una sauna interna!

[Stefy]: “Trascorriamo queste ultime ore nell’immenso parco di Sa’d Abad dove visitiamo il Palazzo Bianco, residenza estiva dello Scià e rimaniamo incantati da un tappeto di 140 mq con 150 nodi per pollice. Impressionante!”

Tra poche ore lasciamo questo splendido Paese che tanto ci ha insegnato ma con la consapevolezza che ci rivedrà presto di nuovo!

Grazie Iran

 

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