31 maggio Minsk (BIELORUSSIA)

Minsk, la capitale della Bielorussia, è una delle mete più sottovalutate d’Europa.

Il vento però sta iniziando a cambiare; da febbraio 2017, infatti, i viaggiatori possono entrare in Bielorussia esibendo solo il passaporto, senza il visto turistico, fino a un massimo di 5 giorni.

Questo offre grandi opportunità per conoscere meglio la storia di un Paese ancora poco noto alla maggioranza dei viaggiatori.

Decidiamo di soggiornare presso lo “Sport Time Hotel”, un’ottima scelta nella zona moderna della città e a due passi dalla futuristica Minsk Arena, il grande sport center!

Di Minsk ci ha subito colpito il verde dei parchi, ovunque, immensi e curati, ricordiamo che il verde è uno dei colori più cari ai bielorussi, presente anche nella bandiera (simbolo della speranza e della natura) insieme al rosso (il sangue e l’orgoglio nazionale) oltre alla stringa laterale che ricorda l’unione e l’attaccamento alle tradizioni!

 

01 giugno Minsk (BIELORUSSIA)

Island of tears”, impressionante isoletta su un laghetto artificiale, collegata da un ponticello e costruita in memoria dei caduti nel conflitto in Afghanistan

C’è una grande statua con tante donne che tengono tra le mani una candela, una giara, tutti simboli di speranza… speranza di rivedere i propri cari ritornare da quella terra lontana. Ci sono pure tante rocce, ciascuna porta il nome di una montagna afghana, così alte per i bielorussi che hanno un territorio tutto pianeggiante!

Visitiamo il Trinity Suburb dove c’è ancora una vecchia sinagoga, adesso trasformata in museo, o le vecchie case colorate (perché in passato non c’erano  numeri civici e le case erano riconosciute dai colori).

Ci fermiamo nell’antico centro cittadino dove sorgono la chiesa ortodossa e quella cattolica più importanti… ricordiamo che, durante la dominazione sovietica, la religione era proibita e tutte le chiese furono distrutte o trasformate in uffici pubblici… quindi anche il centro storico, negli ultimi decenni, è stato completamente rinnovato e ristrutturato.

02 giugno Minsk (BIELORUSSIA)

Prima di ripartire visitiamo il museo dedicato alla Seconda Guerra Mondiale, un gigantesco mausoleo di stampo sovietico dove sventola una grande bandiera rossa con falce e martello giallo… che sensazione strana! Per un attimo mi sono sentito in Unione Sovietica.

Il museo è immenso, c’è tanto da mostrare, tanto da dire e trasmettere alle nuove generazioni perché quello che è successo in quei terribili anni non deve mai più accadere.

Qui sentirete storie di resistenze, oppressioni, grida di libertà e duri regimi. Qui vedrete luoghi che parlano di una storia mai sentita, che sono certo vi riserverà delle sorprese inaspettate.

Lo staff del nostro hotel ci offre uno squisito pranzetto tipico dove, tra le tante pietanze, assaggiamo la famosa zuppa “Borshch”, o Boršč… una zuppa particolare che ha una storia molto curiosa.

È una zuppa originaria dell’Ucraina, che è diffusa in gran parte dei Paesi ex URSS in seguito all’avanzata delle truppe sovietiche; non a caso di colore rosso acceso, fatta di barbabietola e pomodoro e che ha in sé il sapore della storia, dei caduti e delle vittorie.

Pronti a volare verso la nostra nuova destinazione!

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