11 febbraio Varanasi (INDIA)

[Stefy]: “Oggi lasciamo questa città magica.
Saliamo sul taxi e già sento la nostalgia di questo luogo. Attraversiamo la città. È un caos unico; clacson, polvere, tuk tuk, rickshaw, biciclette, vacche, camion e ancora tanta polvere…

In questo delirio assurdo ci muoviamo a passo d’uomo… mi volto alla mia sinistra e tra la folla ed il traffico scorgo uno sguardo… non ci posso credere… sono gli occhi di Baba Vijiani… apro il finestrino, lo chiamo a gran voce con il braccio alzato, lui mi vede… sta leggendo un giornale seduto su un muretto… il traffico comincia a scorrere più veloce… ci guardiamo, si alza in piedi… noi ripartiamo, sembra un film, gli sorrido e lui alza il braccio sorridendo… la polvere si alza, il traffico ci inghiotte… Baba Vijiani grazie per questo grande dono.”

12 febbraio Amritsar (INDIA)

Amritsar! Il Punjab con i suoi sikh!
Punjab,  (cinque acque), dal nome dei cinque fiumi che l’attraversano e la rendono molto fertile. Il Sikhismo mi ha sempre intrigato… questo movimento nacque nel XV secolo da Guru Nanak.
Credono nella famiglia e nel valore del lavoro e del merito. I Sikh si contraddistinguono per i cinque “kakkar” (emblemi):

  • Kesh (barba e capelli non tagliati, simbolo di santità)
  • Kangha (il pettine per curare i capelli non tagliati)
  • Kach (biancheria ampia, simbolo di modestia)
  • Kirpan (sciabola: potere e dignità)
    Kara (bracciale di ferro: coraggio)

Lo spettacolare Golden Temple, questo Gurdwara laminato di rame dorato che si erge splendente al centro del suo lago sacro come un lingotto d’oro ed attira milioni di pellegrini da tutto il mondo!

13 febbraio Amritsar (INDIA)

Amritsar sorge a meno di 30 km dal confine con il Pakistan: Wagah.

A bordo di uno shared taxi ci rechiamo proprio lì per assistere al pittoresco cambio della guardia e chiusura dei due confini.

Tutti i giorni, poco prima del tramonto, il corpo di guardia indiano e quello pakistano, si incontrano al confine per dare vita ad una teatrale cerimonia.

La chiusura del confine e l’ammaina bandiera sono un mix di sfoggio militare coloniale, orgoglio patriottico e comica marcia al passo dell’oca.

Da un lato c’è una immensa platea indiana urlante gioiosa e sventolante bandiere e striscioni hindu, applaudendo fragorosamente e ripetendo slogan come “Hindustan Zindabad(lunga vita all’India)…  dall’altro lato, invece, una platea più composta, donne con il velo e uomini in tunica chiara applaudono ma senza troppa foga…

I due corpi di guardia marciano slanciando le gambe così alte che sembra quasi di colpirsi in volto... marciano gli uni opposti agli altri e sembra quasi una gara a chi riesce a slanciare di più le gambe… il pubblico è in fermento, peggio di una finale di cricket, i militari impettiti ed orgogliosi… alla fine gli ufficiali di comando di entrambi i Paesi si stringono la mano, si scambiano il saluto militare mentre ammainano le bandiere… i due cancelli si richiudono… il confine è ora chiuso per la notte.

Torniamo ad Amritsar e ci fermiamo a cena presso il “Subash Juice Bar”, ospiti di un nostro contatto: Sameer.

Il nostro amico ci decanta tanto la cucina del Punjab e ci fa assaggiare numerose specialità dall’amritsari kulcha (un tipo di pane a base di farina maida) ai chana (ceci speziati), dal punjabi thali al paratha (un complicato pane a vari strati) fino ai gustosi desserts: matka kulfi faluda (gelato alle mandorle con noodles) ed un ottimo lassi.

14 febbraio Amritsar (INDIA)

[Stefy]: “Ci piace immergerci completamente nelle realtà di ogni luogo che visitiamo e viviamo… oggi l’abbiamo fatto al 100%

Dopo una breve visita al museo del Golden Temple, ci dirigiamo verso le cucine dove, in coda, ci danno un vassoio di ferro e delle posate… ci fanno accomodare in un grande stanzone dove centinaia di persone sedute consumano il proprio pasto…

Ci sediamo anche noi nella striscia di yuta e con il nostro vassoio tra le mani attendiamo i volontari che lo riempiono con un ottimo thali…  siamo qui… tutti insieme… tutti uguali…

Alla base del sikhismo c’è la credenza nell’uguaglianza di tutti gli esseri tra cui il “langar”, dove persone di ogni genere, senza distinzione di casta o religione, siedono una accanto all’altra per consumare un pasto preparato da volontari nella cucina del Gurdwara (tempio sikh)…

Mangiamo tutto ed, una volta finito, posiamo i piatti sporchi in dei grandi cesti di acciaio… abbiamo letto che c’è l’opportunità di unirsi ai volontari per lavare i piatti e posate e non ci pensiamo due volte: io ed Elisa ci ritroviamo dietro a delle vasche  con la nostra spugnetta in mano a lavare centinaia e centinaia di piatti e posate in mezzo a decine di donne in colorati sarhi…

Dopo aver avuto le mani a mollo per un po’, saliamo al piano superiore dove uomini e donne stendevano i chapati su grossi assi di legno… ci siamo sedute ed abbiamo steso un po’ di pasta anche noi, per poi farla cuocere sulle piastre a carbone accanto…

Altri tagliavano patate, sbucciavano aglio, tritavano zenzero… un susseguirsi di profumi e colori… in un altro reparto c’erano le cucine dove vari sikh giravano lunghi mestoli in immensi pentoloni fumanti… pensate che qui vengono preparati circa 70.000 pasti al giorno…

In serata riusciamo a mettere piede all’interno del maestoso Golden Temple… entriamo… gli occhi non sanno più dove guardare, è tutto d’oro, sembra di un altro mondo… a terra ci sono i sacerdoti sikh che cantano, altri suonano sitar o un pianoforte dorato, uno sventola una grossa palma, è tutto molto suggestivo e commovente, da pelle d’oca.”

15 febbraio Delhi (INDIA)

I viaggi in treno in India sono un’esperienza da provare…

Il viaggio diventa condivisione, convivialità… saliamo ad Amritsar sul solito vecchio treno notturno… stavolta saremo a bordo solo 10 ore… con noi c’è un folto gruppo di 60enni di ritorno dal Kashmir verso Bombay (arriveranno a destinazione tra due giorni)…

Ci offrono subito delle scodelle di dhaal con riso e chapati e tra selfie, canzoni in hindi e racconti trascorriamo delle piacevoli ore in allegra compagnia…
New Delhi ci accoglie con il suo caos più moderno, meno rickshaw ma infiniti tuk tuk…

16 febbraio Delhi (INDIA)

Tempio di Akshardham. Poco fuori la città, è un tempio di recente costruzione e tutto incavato e scolpito nella pietra… ci sono migliaia di sculture che ti lasciano a bocca aperta.

Trascorriamo la giornata in giro per Connaught Place, il centro vivo della città, una serie infinita di pubs, bar e negozi occidentali… il cuore pulsante della nuova città…

Non lontano c’è l’India Gate, il trionfale arco costruito per commemorare i caduti indiani della prima guerra mondiale.
Ma è tempo di rientrare in Italia… stanotte abbiamo il nostro volo ma già mille nuovi ricordi cominciano ad affollare la nostra mente ed il nostro cuore.

धन्यवाद भार

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