Kuala Lumpur, tra grattacieli e tradizione

 

Pensando ai sei mesi di viaggio trascorsi nel sud-est-asiatico, ricordo con molto piacere i 3 giorni passati a Kuala Lumpur.  Arriviamo di mattina dopo un piacevole volo da Singapore e subito veniamo accolti da un malese doc: Kizanif, molto gentile e ospitale. Rimaniamo  colpiti dalla veduta a 360 gradi della città che ci godiamo dal suo terrazzo…


Kuala Lumpur, che significa "confluenza fangosa", nasce a metà dell'Ottocento come villaggio di minatori; ora, oltre alle spettacolari Torri Petronas, ai grattacieli in vetro e cemento, c'è tutto un mondo di antiche tradizioni che sopravvivono vigorose .
Il quartiere indiano è spettacolare, si può mangiare un buon tali, sorseggiando un chai mentre si guarda un film bollywodiano... e poi si fan due passi e si entra ancora in un'altra realtà... quella delle case a due piani della Chinatown, dove le bancarelle  vendono cibo in strada e dragoni  sorreggono ponti...


Se avete 3  o 4 giorni consiglio di fare una visita al Museo delle Arti Islamiche, al Museo Nazionale e all' The Heritage Centre.
Bukit Bintang è il quartiere commerciale di Kuala Lumpur, il centro dello shopping e della vita notturna.  

Troverete sicuramente qualcosa da comprare in uno dei tanti centri commerciali con aria condizionata!


Nella periferia di KL, come è chiamata più confidenzialmente dai suoi abitanti, si trovano  le Batu Caves, grotte naturali nelle quali è stato ricavato un tempio indù. I pellegrini  salgono i 272 scalini per pregare le loro divinità.

 

I piatti di Kuala Lumpur sono un mix di cucina malese, cinese, indiana e nyonya. Consigliamo il nasi lemak,( riso cotto nel latte di cocco e guarnito con uova e pesce fritto e condito da spezie) oppure i satay (gli spiedini di carne marinata).


Insomma Kuala Lumpur  è una di quelle città dove torneremo più e più volte per scoprire nuovi templi, ristorantini, perderci tra le sue intrigate vie! 

Stefy

 

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