Eccomi

"Eccomi qua, mi chiamo Mark, sono un backpacker italiano! Ho iniziato a viaggiare (come lo definisco io) “seriamente” nel 1999, e da lì ho capito che questa di viaggiatore era la mia strada.

La scelta di un sito è nata dal mio desiderio di “condividere le emozioni che mi ha regalato il mio vagabondare per il mondo. Magari possono essere utili per chi si appresta, zaino in spalla, a scoprire nuove realtà...”. Viaggiare mi ha aiutato a crescere e a capire di più oltre che me stesso, anche del mondo che mi circonda. “Solo chi è viaggiatore può capire cosa vuol dire progettare un viaggio, chiudere la porta alle proprie spalle, partire, e, appena tornati, già pensare alla meta successiva …”

Viaggiare mi ha regalato le emozioni più belle ed indescrivibili: è difficile descrivere cosa si prova ad essere soli in sconfinati paesaggi senza orizzonte, sotto cieli immensi infuocati o stellati che ti sembra di poter toccare con un dito, ad ascoltare le più belle sinfonie che la natura possa regalare… i lunghi tramonti, gli abbracci, gli sguardi, i sorrisi delle tante persone incontrate lungo il mio cammino, che spesso, con piccoli gesti, mi hanno trasmesso le più grandi lezioni di vita… e poi paesaggi, deserti, mari, ghiacciai, popoli e culture lontane… solo viaggiando si riempie il bagaglio della propria vita, un bagaglio mai pieno…

Ovviamente il viaggio inteso come contatto con la gente e immersione in quella che è la realtà locale, per comprendere e assimilare e capire che la nostra società ha ancora tanto da imparare… Basta un buon progetto, una buona mappa e guida (in genere mi affido alla Routard), l’essenziale per il viaggio, l’attrezzatura fotografica, un po’ di coraggio, di spirito d’adattamento e di avventura, altrettanta incoscienza e sana follia, e tanta voglia di sognare…serve solo questo! E viaggiare così, a parte i voli, diventa non particolarmente oneroso come si possa pensare, anzi…

Adoro riportare nei miei fedeli “diari di viaggio” tutte le peripezie e le avventure. I miei racconti non hanno altra pretesa, se non quella di essere la fedele testimonianza delle impressioni raccolte in mondi diversi dal nostro. Narrano di cosa ho visto e le cose che mi sono successe in giro per il mondo, nulla di più.

Ciliegina sulla torta è la mia grande passione per la fotografia, nata e cresciuta strada facendo…ora è davvero una malattia, viste le centinaia e centinaia di foto che scatto in ogni viaggio, tanto da meritarmi l’appellativo del “japanese”! Trovo meraviglioso catturare immagini, che siano situazioni di vita, volti, paesaggi, l’importante è che riescano a trasmettere emozione a chi le guarda (in primis a chi le “cattura”).

Una foto deve parlare, deve raccontare, comunicare… e quando ci riesce, è una grande soddisfazione!


Ho viaggiato un pò e son arrivato alla conclusione che non sono i luoghi o i mezzi, i paesaggi o i monumenti, le genti o le culture, a determinare l’unicità del viaggio, ma solo e soltanto il nostro spirito di viandanti o come spesso dico di “zingari del mondo”.
 
Non importa come, se a piedi o in bicicletta, in moto o in macchina, in aereo o in nave, partite per un viaggio: scoprirete le meraviglie del mondo e conoscerete meglio voi stessi!

"Sono un cavaliere errante che va ogni giorno a cercare avventure e il senso del mondo: ma non riesco a trovarlo." Joseph Bédier -

Il mio consiglio è: “viaggiate!”  anche con la mente e l’immaginazione ma “viaggiate”, e a volte, quando sarà possibile con lo zaino (nel mio caso non è mai abbastanza...)! L’importante è non fermarsi… Come diceva il grande Antonio de Curtis, in arte Totò: “chi si ferma è perduto!”

"Incamminati con cautela in questo fragile mondo." (Cartello a Jomoson nel Mustang - Nepal)

 

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