Il piacere di viaggiare

Ci siamo, tra pochi giorni chiuderò la porta di casa, salirò in macchina e percorrerò alcune migliaia di chilometri a zonzo nel nord della Spagna. Alla sola idea non sto più nella pelle, sento che mi sta crescendo dentro quella sensazione strana (ma bellissima) che mi prende ogni volta che faccio le valigie.

Viaggiare è forse la cosa che amo di più al mondo. Non solo mi piace ammirare paesaggi, visitare città, girare musei, stare sdraiato su una spiaggia. Quello che mi entusiasma di più e che mi fa stare bene, è gia il solo fatto di partire, prendere l’aereo, entrare in macchina. Il ricordo dei posti che ho visitato è più legato alle sensazioni che ho provato in quei momento che alla pura memoria visiva.

Viaggiare, insomma, per me è uno stato d’animo, non solo essere in un luogo lontano da casa. Anche quando ho perso treni, o (è capitato!) sono sceso dall’aereo in città migliaia di chilometri lontano da quelle previste, anche quando ho alloggiato in hotel poco accoglienti, non mi sono arrabbiato come la situazione avrebbe ampiamente giustificato.

Ricordo un agosto di otto anni fa in Francia: l’auto ha avuto continui guasti al motore tanto che sono stato costretto a cambiare i piani di viaggio. Poi si sono aggiunti una così lunga serie di contrattempi che mi sembrava di essere seguito dalla famosa nuvola di Fantozzi. Insomma, una tragedia. Eppure, anche in quella occasione, non mi sono abbattuto né arrabbiato più di tanto. Anzi, la situazione era talmente paradossale che, ancora adesso, mi scatena risate incontenibili.

L’aeroporto è forse il luogo che più di altro mi dà la sensazione di essere in viaggio: i tabelloni sempre in movimento degli arrivi e delle partenze, i volti, l’abbigliamento, le enormi valigie di qualche turista, l’atmosfera che si respira negli immensi androni (tra il teso di chi ha un contrattempo e il rilassato di chi ha gia negli occhi le spiagge delle Maldive), l’orecchio pronto a decifrare quello che annuncia l’altoparlante. Tutto questo mi piace tantissimo, per me è gia vacanza. Non solo alla partenza, ma in qualche modo pure al ritorno.

Anche il ristorante, quando sono in viaggio, è un luogo che mi mette in uno stato d’animo particolare, molto piacevole. All’imbrunire, circondato dal chiacchiericcio che accompagna la consumazione delle pietanze, pronto a gustare piatti mai assaggiati prima, sono rilassato, disteso, in pace col mondo. Una sensazione bellissima.

Adesso però vi devo lasciare. Sulla scrivania mi aspettano la cartina e la guida della Spagna. Devo mettere a punto gli ultimi dettagli del viaggio. Come mi piacciono questi momenti prima della partenza!

Giancarlo D’Adda

 

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