Maho Beach (ST MAARTEN) Marzo 2017

Il mare è così limpido e trasparente da darti l’impressione di essere in piscina….

Rincorsa, slancio e PUFF… tuffo nel Mar dei Caraibi….

In relax e senza rumori mi godo questa sensazione di leggerezza quando improvvisamente sento Gianluca toccarmi la spalla in agitazione…

Sbuco subito con la testa fuori dall’acqua proprio mentre un enorme Boeing passa a pochi metri da me facendomi quasi prendere un colpo!

 

Maun (BOTSWANA) Novembre 2016

A bordo di alcuni mokoro (una sorta di piroga locale ricavata da un grosso tronco) partiamo alla scoperta del leggendario fiume Okavango scivolando lentamente sulle sue acque, quasi accarezzandolo dolcemente!

Improvvisamente i nostri poler si fermano, discutono animatamente a bassa voce e sembrano molto preoccupati… ecco che sbuca dal fondale tetro un grande ippopotamo, basterebbe poco per farci affondare… in fondo questo è l’animale che miete più vittime in assoluto in Africa Fortunatamente, ci guarda un pò interdetto ma poi sparisce di nuovo... meglio cambiare aria...

Mt Hagen (PAPUA NUOVA GUINEA) Ottobre 2014

Stefy chiede ad una ragazza quale fosse la sua età. Lei candidamente e serenamente risponde che non lo sapeva… interviene un’amica e dice che dovrebbe avere tra i 20 e i 40 anni!

 

Lomè (TOGO) Marzo 2014

[Stefy]: “Ho comprato ad Ouidah una stoffa sull’arancio che mi piaceva molto, con l’idea di farmi fare un vestito su misura al mercato di Lomè, detto fatto, chiediamo in giro dove poter trovare un sarto. Percorriamo la via principale dell’artigianato, svoltiamo in quella della frutta per rigirare in una stradina secondaria finendo in piccolo e stretto cortile privato dove, in un angolino, un bimbo mingherlino faceva la cacca in un vasetto di passata di pomodoro… ok siamo arrivati dal sarto! Mi prende le misure e concordiamo il prezzo di 5000 CFA. Ila e Rosy intanto finiscono di acquistare della stoffa in un altro negozio per potersi far fare un vestito anche loro… In un’ ora di tempo ci confezioneranno tre vestiti… pur di ottenere quei soldi ci avrebbero promesso la luna! Infatti dopo più di un’ora e mezza aveva appena iniziato il secondo! Attenderemo ben 4 ore per vedere i nostri vestiti… ma ne è valsa la pena!”

Queen Elizabeth NP (UGANDA) Dicembre 2013

Sono le 5.30 del mattino in questo camp spartano del Queen Elizabeth National Park. Fuori quasi albeggia. I due rangers sbadigliano seduti su un tronco dinanzi ai resti del focolare che li ha riscaldati tutta la notte.
Ci sono ancora le impronte di due grossi ippopotami vicino la nostra tenda. Penso tra me, i miei amici SCOUT si sarebbero divertiti qui a cercare le tracce dei mille animali della savana…
Mi dirigo verso il “bagno”… Ernest, la nostra guida sta già smontando la sua tenda…
Gli rivolgo un cenno di saluto… a pochi metri da me un enorme elefante strappa con la proboscide interi rami per poi masticarli a mo’ di chewing gum… sorrido tra me e me pensando a quanto possa essere diverso il mio risveglio in Italia…
Però meglio farla all’aria aperta piuttosto che in quella turca a un metro dal pachiderma… Ernest continua a smontare…
Che pace la mattina, solo i sordi rumori degli ippopotami non lontani…
Ora però devo sciacquarmi il viso… la fontana è accanto al grande pachiderma che però non mi degna di uno sguardo…
Mi avvicino proprio mentre sbuca un piccolo elefantino… Mi blocco. Il grande elefante barrisce con forza e agita le enormi orecchie… Passo indietro… Sbucano altri cinque o sei pachidermi… Mi volto verso Ernest… dov’è? Corre in direzione opposta… e se pure la guida africana scappa…

San Josè (COSTA RICA) Febbraio 2013

Chiacchierando con Carlos sui modi di dire costaricensi, ci spiega che è molto comune chiamarsi, tra amici, “huevon” (letteralmente: grandi uova ma anche “due palle” o “due testicoli”).

Peccato solo che poco dopo questa conversazione andiamo tutti a prendere un gelato ed  offro io. Ecco la scena: -“Un helado porfavor…con dos huevon…” e Stefania: “Yo tambien” (traduzione: Un gelato, per cortesia, con due coglioni!).


La gelataia mi guarda perplessa… Carlos rosso come un peperone scoppia a ridere!

 

Roatan (HONDURAS) Gennaio 2013

Mi viene la furba idea di seguire un gruppo di snorkeller super equipaggiati in una battuta di snorkeling…

Peccato che: un po’ per la mia maschera che spesso si appannava costringendomi a pit stop e soprattutto per la mancanza di pinne, ad un certo punto mi ritrovo completamente solo in mezzo al mare… la spiaggia è lontanissima, non vedo manco più Stefania, e una forte corrente mi allontana ancora di più al largo… il gruppo organizzato ha virato improvvisamente ed io sono solo, spaesato e con la maschera appannata.


Scorgo uno in canoa che, invece di aiutarmi, mi suggerisce di avvicinarmi il più possibile agli scogli, senza toccare i pericolosi coralli, lì la corrente sarebbe stata meno forte.

La flora marina che ammiravo dall’alto era così rigogliosa e maestosa da farmi immaginare uno scenario da Jurassic Park. Mi faccio forza e, soprattutto, cerco di mantenere la calma, la spiaggia è a 150 metri, forse più, ma almeno la corrente non mi trascina più lontano… piano piano, lottando con le onde, mi avvicino lentamente e finalmente, dopo un quarto d’ora di nuoto forzato, raggiungo esausto la riva e crollo sfinito sulla battigia.

Panglao (FILIPPINE) Marzo 2012

In relax sul bordo piscina, poco dopo essere giunti nella nostra meravigliosa guesthouse, veniamo avvicinati da un ragazzo francese, anch’egli appena approdato nell’isola! Si chiama Kevin e vive a Singapore. Chiacchierando del più e del meno improvvisamente ci fa: “Ma voi siete quelli di Couchsurfing?” – “In che senso, scusa?” – chiedo con gli occhi sbarrati -“Qualche mese fa mi avete chiesto ospitalità a Singapore ma per una serie di incomprensioni non se n’è fatto più niente!”
Quant’è piccolo il mondo!

 

Kuta (INDONESIA) Marzo 2012

Arriviamo nell’aeroporto di Bandar Seri Begawan (Brunei) e paghiamo le tasse di uscita dal Paese con i 24 dollari del Brunei previsti. Mentre attendiamo il nostro aereo prendiamo un caffè in uno dei bar dell’aeroporto: 2 dollari di Singapore. Tre ore dopo siamo a Kuala Lumpur, pranziamo in un ristorantino locale e paghiamo il conto di 15 ringitt malesi.
Altro volo: atterriamo a Bali: 50 dollari americani per le tasse di ingresso. Ci fermiamo subito a cenare in una bancarella non lontana dal nostro hotel e per 16 rupie indonesiane mangiamo degli ottimi noodles! La giornata finisce qui ma: nessuna paura, per emergenza avevo sempre i nostri 210 euro nascosti sotto la T-shirt!

Kuala Lumpur (MALAYSIA) Febbraio 2012

Mentre visitavamo il sacro tempio di “Tatt Khalsa”, accompagnati da una cortesissima signora indo-malese, e dopo aver chiacchierato a lungo con uno dei responsabili del tempio, lodando e decantando la loro cultura, scopro che i miei infradito erano misteriosamente scomparsi!
Imbarazzo generale! Deluso e arrabbiato me la prendo un po’ con il nostro barbuto e mortificato Cicerone il quale raduna subito tutti i suoi scagnozzi.
Pochi minuti dopo: eccoli risbucare dal nulla!
Per errore”, l’aveva presi addirittura il prete del tempio…
Lo guardo fisso negli occhi e ci capiamo subito… tutti attorno a noi sono mortificati e continuano a scusarsi per l’accaduto… taglio corto dicendo che poteva capitare di sbagliare scarpa… ma io e lui c’eravamo ben capiti!

Poipet (CAMBOGIA) Gennaio 2012

Eccoci alla frontiera tra Thailandia e Cambogia.
Un poliziotto cambogiano, incurante della correttezza dei dati del mio modulo per l’ingresso nella sua nazione o delle mie fototessere, mi mostra un cartellino, scritto a penna, in cui informavano i turisti che bisognava pagare un’ulteriore tassa di 100 baht a testa… senza altre spiegazioni. Io ho però solo 120 baht… nuovamente mi fanno uscire dalla fila per seguire un altro poliziotto in disparte. Gli svuoto il mio portafoglio davanti agli occhi… lui afferra i 120 baht, fa un cenno ad un suo superiore e se li intasca tranquillamente… Tutto ok!

 

Vang Vieng (LAOS) Gennaio 2012

Quaranta km lungo strade dissestate di terra rossa, attraversiamo villaggi sperduti, campi di platano, fiumiciattoli e foreste impenetrabili quando veniamo fermati da un gruppetto di persone proprio all’inizio di un ponticello… Ci dicono che dobbiamo pagare il pedaggio per attraversare il ponte…
Pedaggio? L’ennesimo… Non stavolta… faccio dietro front e cerco di superare il fiume con il motorino… ma è troppo profondo… non abbiamo alternativa…. Sotto lo sguardo divertito e strafottente dei “paladini” del ponte, a passo d’uomo mi avvicino al gruppetto che già si preparava a riscuotere il tributo… siamo ormai a un metro da loro quando accelero improvvisamente, quasi perdo Stefania che non se l’aspettava, volando sul ponte lancio un’occhiata giusto in tempo per vedere i loro sguardi stupefatti!

Ayutthaia (THAILANDIA) Dicembre 2011

Gironzoliamo all’avventura da un sito archeologico all’altro….
Alcuni sono ancora chiusi al pubblico vista l’alluvione che ha devastato quest’area della Thailandia… a primo acchito, però,  non capiamo il motivo della chiusura dato che la situazione sembra ormai essere ripristinata ma se ne accorge ben presto Stefy quando dinanzi all’ennesimo cartello: “Non oltrepassate questo punto”… per scattare una foto fa un passo in avanti esclamando: “Ma è tranquillo…” anzi “è tranq… “ visto che il suo volo sulla lastra di fango fresco era già cominciato… atterrando poi con una bella schienata sul terreno ancora viscido.

Calcutta (INDIA) Dicembre 2011

Dopo una lunga e commovente chiacchierata con un'anziana suora che ci raccontava aneddoti di vita vissuta con la santa Madre Teresa, ci congediamo da lei con gli occhi ancora lucidi quando timidamente si avvicina una ragazza dell'est europa, molto imbarazzata si rivolge a Stefania chiedendo: "Scusa, posso chiederti dove hai comprato questi pantaloni? Sono bellissimi..."

Senza parole.

Alleppey (INDIA) Novembre 2011

Torniamo in camera dopo una romantica cenetta a base di pesce nel nostro solito ristorante: Mushroom.


Passano pochi istanti quando sento un urlo di terrore provenire dal bagno.
Raggiungo Stefania e noto che osserva inorridita un enorme ragno che riposa tranquillamente sulla parete accanto al water. Non esagero se dico che era enorme!
Mai visto uno così grande dal vivo se non allo zoo. Sarà stato grande quanto la mia mano.
 Non sarebbe difficile ucciderlo ma prima voglio capire con chi ho a che fare.
Chiamo subito Johnson, il gestore della nostra Guest House, subito sminuisce l’accaduto cercando di tranquillizzarci ma il suo volto cambia quando gli mostro il ragno.
E invece di ammazzarlo cerca di catturarlo vivo creando un enorme casino e riuscendo a farselo scappare e nascondere da qualche parte in camera nostra!
Tacci sua!


Un po’ imbarazzato se ne va augurandoci una “buona notte”!
E chi ha dormito!

Udaipur (INDIA) Novembre 2011

Stefania è alle prese con il suo grande zaino.


Tra non molto abbiamo il nostro treno per Bombay.

Ha appena finito di fare la doccia e, finalmente, ancora in accappatoio, chiude l’ultima stringa dell’enorme zaino.

E’ fatta” -  esclama soddisfatta… quando, improvvisamente, si gira verso di me e con aria smarrita dice: “Nooooo, ho dimenticato di lasciar fuori i vestiti per il viaggio”!

 

Ajmer (INDIA) Ottobre 2011

Maha, un vecchio induista 70enne, ci accompagna alla visita del lago di Ajmer.


Trascorriamo un po’ di tempo con lui a chiacchierare del più e del meno fino a che si forma un gruppo di gente così grande attorno a noi, solo per osservarci, tanto che addirittura si avvicina la polizia per accertarsi che non ci fossero problemi.

 

Varanasi (INDIA) Ottobre 2011

All’uscita dal ghat delle cremazioni, ancora super affumicati, dopo aver ricevuto la benedizione da due vecchie santone che ci hanno inviato il loro ”buon karma”, dopo una lauta offerta, manco faccio tre passi che, con le infradito, calpesto una grande cagatona di vacca…
Alla faccia del buon karma!

 

Pokhara (NEPAL) Ottobre 2011

[Stefy]: Il bus Pokhara – Sarangkot, pieno come non mai, ogni tanto si fermava per imbarcare altri passeggeri.

Non c’era più neppure un centimetro libero all’interno allora ha cominciato a farli accomodare sul tetto.

Ad un certo punto ho visto una donna passare il proprio figlio di pochi mesi dal finestrino ed affidarlo a dei perfetti sconosciuti mentre lei si arrampicava sul tetto.

 

Pokhara (NEPAL) Ottobre 2011

Lasciamo la nostra sacca coi panni sporchi in una lavanderia di Pokhara quando leggiamo nella ricevuta la data di ritiro:  16 ottobre 2068!
“Aò, ma quanto tempo ci mettete a lavare questi panni?”

Fortunatamente era solo l’indomani secondo il calendario hindu

 

Death Valley NP (USA) Giugno 2011

La nostra auto arranca in salita ed in discesa, non siamo proprio abituati al cambio automatico.

La seconda auto improvvisamente si ferma. Ha le ruote anteriori in fiamme.

Panico.

Di colpo scendiamo e a colpi di galloni d'acqua cerchiamo di limitare il danno!

Tutto bene ciò che finisce bene!

Las Vegas (USA) Giugno 2011

Entriamo in una delle tante cappellette dove con 55$ ti puoi sposare.
Basta solo un semplice documento d'identità!

Proprio di fronte a me una receptionist risponde al telefono e:
Oh sì, abbiamo disponibilità mercoledì alle 16.00. Voi a che ora preferireste sposarvi? Ok a domani allora!”

Venezia (ITALIA) Febbraio 2011

Alla ricerca di un pò tepore ci rifugiamo in un bar, NON LONTANO, dalla famosa Piazza San Marco di Venezia.

Credevamo che la distanza fosse sufficiente per evitare di essere "trattati" da "turisti medi"...

Evidentemente ci sbagliavamo.

€17.20 per un the' caldo e un cioccolato...

Sono quei 20 centesimi che mi hanno indisposto!

Caia (MOZAMBICO) Settembre 2010

Nel cuore della notte mi capita di dover andare in bagno!

Entro tranquillo e spedito nel primo.
Improvvisamente mi blocco dinanzi due grossi insetti non identificati che riposano sulla parete…
Poco importa. Chiudo la porta e cautamente entro nel secondo…
Meno male! Quello che sembrava un semplice rametto sul water in realtà è una grande mantide religiosa…
Ultimo bagno… Un grosso grillo mi dà il benvenuto… ma a quel punto sono stanco: il mio infradito lo stampa al muro!
Ho fretta.

Caia (MOZAMBICO) Settembre 2010

Incarichiamo il guardiamo del nostro campo sul fiume Zambesi dell’acquisto di qualche birra e coca cola per la cena… Come ricompensa ne offriremo una anche a lui.
Parte con la sua bici ed illuminato dalla sua torcia….
Sparisce…

Dopo un bel po’, i ragazzi cominciano ad innervosirsi e quasi se la prendono con me, ideatore del tutto.

Io sono ottimista. Non può sparire così!
Un’ora e mezzo dopo lo vediamo pedalare verso di noi, tutto sudato e stanco morto. Tempi africani? No, s’era dovuto sciroppare dieci km per raggiungere il villaggio più vicino con la sua vecchia bicicletta per portare a termine la missione.

Vilankulo (MOZAMBICO) Settembre 2010

Dopo aver ammirato le foto  scattate da Anna all’alba, messa da parte la nostra pigrizia, decidiamo di svegliarci presto anche noi…

Buio pesto nella nostra capanna quando Ugo esclama o domanda allarmato: “Sono le cinque”!
Scattiamo in piedi e in pochi secondi senza batter ciglio ma solo i denti (per il freddo), siamo fuori la capanna coperti come pupazzi di neve e indossando tutto ciò che ci era capitato tra le mani…
Macchine fotografiche pronte… Anna stranamente si attarda… Nick dorme beato… Salutando una tipa che rientra nella capanna vicina penso tra me e me “Minchia, questa torna alle cinque del mattino!”… La musica di una discoteca sulla spiaggia non lontana “pompa di brutto”… “A quest’ora?” continuo a pensare… Ugo s’arrabbia perché il suo orologio s’è fermato alle 2.37 e chiede l’ora esatta a tutti noi, ma nella fretta nessuno ha con sé l’orologio…

Dopo un po’ esce Anna incuriosita: “Ragà ma dove andate a quest’ora? Sono le tre meno venti!”
Noi guardiamo subito Ugo che si giustifica: “Ma io avevo chiesto!”

Due minuti dopo eravamo nuovamente avvolti nei nostri sacco a pelo…

Kabul (AFGHANISTAN) Dicembre 2009

Angelo mi confessa: “Sai Mark, da quando ho sentito che ci potrebbe essere il nostro volo di rientro in Italia il 19 gennaio non faccio altro che pensare a questa data, ho cominciato a fare il conto alla rovescia e da allora non mi passa più un minuto…!”

Ed io, rassicurandolo: “Sbagli a pensarci Angiolè… Io cerco di non pensare che mancano 44 giorni, 6 ore e 26 minuti…”

 

Kabul (AFGHANISTAN) Dicembre 2009

Entro in ufficio e vedo Tuncer “Iceman”, turco musulmano, con una scatola piena di caramelle in mano… incuriosito chiedo: “Ice, dove le hai prese?”
Lui, innocentemente: “E’ venuto un soldato belga vestito da, come si chiama, da San Nicola e le ha distribuite a tutti…”

Io perplesso: “San Nicola?”

E lui sicuro: “Sì, San Nicola, quello del vostro Natale”


- “Forse volevi dire Santa Klaus?”


- “Ah sì, esatto, Santa Klaus!”

Kabul (AFGHANISTAN) Novembre 2009

Paoletto e Dido alle prese con il barbecue…

Mi avvicino ed ingenuamente chiedo al mio amico romano, in inglese, “Hey Paolè, what about any pork ribs?” (Avete delle costolette di maiale)

Paolo si ferma un attimo, mi guarda pensieroso e perplesso e mi risponde in inglese: “I don’t know what does it mean but if it’s a bad thing: mortacci tua” (non so cosa vuol dire ma se è una cosa brutta: mortacci tua).

 

 

Muscate (OMAN) Settembre 2009

Si parlava dell’”efzee” (una specie di tabacco che si tiene in bocca sotto il labbro inferiore)… me lo offrono ma io, scherzando, rifiuto dicendo che poi se devo baciare una ragazza si sente il sapore di tabacco.

Suliman dall’alto dei suoi 150 kg mi rassicura che non ci son problemi…
Faisal, malignamente, si avvicina e mi suggerisce, nell’orecchio, di chiedere a Suliman se avesse mai baciato una ragazza…


Io, invece, per difendere il gigante buono, rivolgo la domanda proprio a Faisal che me l’aveva suggerita e lui, orgogliosamente dichiara: “Certo! Ne ho baciata una tre anni fa quando ero in college!”

Abu Dhabi (EMIRATI ARABI UNITI) Ottobreo 2009

Ad un certo punto, nonostante il velo che ci metteva un po’ in soggezione, notando due ragazze che ci guardavano e sorridevano ci avviciniamo a fare due chiacchiere.

“Io mi chiamo Zarah, che in arabo vuol dire fiore”.
“Io mi chiamo (non l’ho capito quel nome) che in arabo vuol dire regalo.”
dice l’amica.
 Mentre parlano gesticolando, lasciano intravedere le loro mani, curatissime e dipinte con l’hennè…
Noi, un  po’ per sdrammatizzare: “Io mi chiamo Mark e lui Nick che in italiano non vogliono dire un xxx!”

Chiediamo se possiamo fare una foto assieme, per noi è una cosa nuova chiacchierare con due ragazze col velo…
L’amica dice subito che non possono, Zarah invece, nonostante il rimprovero dell’amica accetta subito e volentieri.
Mentre Nick scatta la foto sopraggiungono tre ragazzi locali, in tunica e turbante, che dicono qualcosa sicuramente non piacevole a Zarah; lei per tutta risposta, volta loro le spalle e dice in inglese: “I don’t care!” [Non mi importa]
Nel frattempo noi avevamo già tagliato la corda mentre l’amica da lontano urla: “Excuse me, you’re very handsome!” [Scusa, sei molto carino]

Queste ragazze arabe… chissà cosa covano sotto quei veli neri…

 

Kabul (AFGHANISTAN) Settembre 2009

Mentre chiacchieravo con alcuni manovali afghani mi ha colpito che tutti erano nati il primo gennaio…

Mentre, divertito, notavo questa cosa, loro mi hanno spiegato che quella in realtà era solo una data fittizia perché nessuno sa né il mese e né l’anno di nascita… a malapena l’anno…

 

Kabul (AFGHANISTAN) Agosto 2009

Passo in serata in ufficio per prendere le chiavi del mio fuoristrada e trovo tutti in allerta e preoccupati!
Zdenko mi chiede aiuto.
E’ appena atterrato un Boeing civile con un paziente a bordo… è gravissimo… il velivolo ha dichiarato questa cosa solo dopo l’atterraggio…
Ero con Paoletto. Montiamo sulla nostra Toyota e via di corsa verso l’ospedale.

Una dottoressa tedesca ed un’infermiera portoghese sono accanto all’ambulanza e sono agitate… Manca l’autista dell’ambulanza…

Io e Paolo ci guardiamo un attimo… Il mio amico salta sull’ambulanza ed io faccio strada aiutato anche dall’ufficiale della sicurezza volo…
Lotta contro il tempo…
Il paziente ha bisogno assolutamente di ossigeno…
Saliamo a bordo del velivolo e troviamo questo ragazzo in barella completamente fasciato mentre tutti i passeggeri in silenzio osservano la scena…
La dottoressa si precipita sul paziente… dopo un po’ però si gira verso di noi e scuote la testa… è paralizzato, ha una brutta ferita alla spina dorsale e alla testa… avrà avuto la mia età…

Non possiamo caricarlo… è afghano e pure civile… fortunatamente l’ambulanza afghana ci raggiunge…

Stamattina ho saputo che il nostro intervento non è servito a nulla… il ragazzo è morto poco dopo.

Kabul (AFGHANISTAN) Luglio 2009

Nove italiani, seduti spensierati davanti un piatto di carbonara… il gentile Miro ci ha messo a disposizione l’intera mensa per quella nostra cena tipica nostrana…
Mentre chiacchieravamo del più e del meno sentiamo il suono di un sms in arrivo ad uno dei commensali… due secondi dopo ad un altro, poi un altro ancora… cinque minuti dopo tutti avevamo ricevuto lo stesso sms dallo stesso mittente: la nostra ambasciata.
“Prestare la max attenzione. Attentatore coperto da un burqa si aggira nei pressi dell’aeroporto…”

 

Kabul (AFGHANISTAN) Luglio 2009

Un aereo civile della Supreme che trasportava cibo perla nostra mensa viene fatto parcheggiare dalla torre di controllo per errore in una zona riservata ai civili invece che a noi militari…


I “facchini” afghani cominciano subito a scaricare il velivolo ma presto vengono fermati perché non era il posto giusto…
Il pilota chiede loro di rimettere dentro la merce e sebbene avessero scaricato solo pochi “palletts” si siedono a terra, braccia al sen conserte, e si rifiutano di continuare se non pagati subito…

Io e il mio amico turco Adbullah cercavamo di trovare una soluzione e di mediare tra loro, il pilota ed i rappresentanti della Supreme… alla fine, stufi di tutte quelle discussioni inutili, abbiamo ordinato al pilota di rullare fino al nostro apron e ce ne siamo andati mentre loro continuavano ancora la loro infruttuosa discussione…

Kabul (AFGHANISTAN) Luglio 2009

Il colmo dei colmi.
Ero al Czech Bar con Angelo a bere un Bacardi Breezer ed a chiacchierare del più e del meno quando riceviamo un chiamata… Emergenza in uno degli Apron di nostra competenza…
Saltiamo sulla nostra Land Cruiser e manco il tempo di fare 100 metri che l’odiata IMP (International Military Police) ci ferma… Il polacco di turno col puntatore laser aveva rilevato che andavo a 27 Kmh (guidavo io), il limite era 10…
Mi chiede patente di guida e I.D. Card…
Per procedura mi deve fare l’alchool test…
Non ci credo… L’unica volta che ho bevuto in vita mia (tra l’altro per forza di cose visto che al bar non avevano nemmeno una coca cola) mi fanno la prova del palloncino…
Risultato:  0,05%  Chiedo speranzoso: “Quant’è il limite?” Lui mi gela con un secco: “Zero”.
Mi fa pure la paternale dicendomi che non devo bere più… Io???

Kabul (AFGHANISTAN) Luglio 2009

Tante volte succedono cose, per me viste solo in esercitazioni, ma qui sempre reali… Vedi ieri: inaugurazione del nuovo ospedale militare da campo, un sacco di VIP invitati, improvvisamente circondano tutta l’area, in lontananza vediamo una valigetta, “pacco sospetto”… cerimonia saltata insieme al pacco…

Kabul (AFGHANISTAN) Luglio 2009

In tarda serata raggiungo il mio alloggio di passaggio, apro tranquillamente la porta e vedo un’ombra gigantesca alzarsi minacciosamente verso di me di scatto…Indietreggio di istinto mostrando la mia chiave… “compà m’hanno assegnato questa stanza”… biaccico frettolosamente…


Era il mio compagno di stanza… un enorme colonnello dei marines americani… mi osserva un attimo… e come un grande orso, si ridistende sul suo letto…
Bizzarro modo di conoscersi…

Dunedine (NUOVA ZELANDA) Marzo 2009

Ci fermiamo nei pressi di una piccola spiaggia incuriositi da una strana figura…

Ci avviciniamo: era un grande leone marino che rilassato prendeva il sole…

Un vecchio pescatore ci spiega che lì capita spesso che questi goffi ed enormi animali si fermino per riposare. Ma attenzione ad avvicinarsi troppo!

 

Franz Josef (NUOVA ZELANDA) Marzo 2009

Italiani nel mondo


La cameriera premurosa chiede prima a Mimmo e poi a Rossana se la portata stata di loro gradimento, e rispettivamente rispondono: “It’s nice” (E’ simpatica); “It’s beautiful” (E’ bella)!

Per la serie: l’importante è farsi capire!

 

Tongariro (NUOVA ZELANDA) Marzo 2009

In un ostello sperduto ai piedi del Monte Tongariro… 
Pina cucinava un piatto di pasta al sugo con maestria quando noto un uomo con una padella con dei wurstel carbonizzati che la guardava a bocca aperta…

Mi avvicino e dico: “Compà, italian style!”


Lui, dà un’occhiata ai suoi poveri wurstel ed esclama sconsolato: “This is French style”!

 

Ciudad del Este (PARAGUAY) Gennaio 2009

Questa è la prima nazione in cui entri senza essere minimamente controllato.
Quando ci siamo presentati davanti al dormiente doganiere per farci registrare coi nostri passaporti in mano, lui ci guarda e chiede: “Ma siete entrati o state andando via”?

 

Puerto Iguazù (ARGENTINA) Gennaio 2009

Nella foresta argentina abbiamo incontrato tanti animali diversi… da uccelli coloratissimi a favolose farfalle, a coccodrilli, lucertole strane, iguane ecc…

Mentre passeggiavamo godendoci lo spettacolo delle cascate, si avvicina un signore brasiliano e ci mette in guardia dicendo: “Attenti, 50 metri più avanti c’è un quati” e va via…
Che? Qua che?”
Noi: due italiani, due tedeschi e  un olandese ci fermiamo e ci guardiamo con fare interrogativo mentre la nostra unica brasiliana (Fernanda) cerca di spiegarci cos’è ‘sto “quati”…
Sembrava “indovina chi”.. “Ha le ali? Morde? E’ un rettile? Vola?”
Che risate…
E la povera Fernanda che si sbracciava per spiegarci ma con scarsi risultati…
Ogni animale che vedevamo ci rivolgevamo a Fernanda chiedendo: “E’ questo il quati”? E in 50 metri ce n’erano di animali…
Proprio quando avevamo perso le speranze, una specie di tasso, tranquillamente, come se non ci fossimo, ci passa davanti i piedi e si infila, per i fatti suoi, in un cespuglio…
Ancora ora non ho capito cosa realmente fosse…

Puerto Iguazù (ARGENTINA) Gennaio 2009

 

L’ultimo trenino del parco sta per partire. Dalla "Gola del Diavolo" ci riporterà all’uscita di questo enorme parco naturalistico…
Decidiamo di prendere l’ultimo proprio per godere fino alla fine questo meraviglioso spettacolo della natura.

Ian, Katarina  e Nick corrono avanti… Io e William ci fermiamo a fotografare un  nido di uccelli coloratissimi quando ci giriamo intorno e non vediamo più nessuno… Da lontano sbuca Katarina gridando: un intero treno aspettavano solo noi per partire… Corriamo a gambe levate…

Ignoravamo, però,  che Nick aveva detto al capotreno, per farci attendere, che ci eravamo attardati perché uno di noi era caduto e s’era fatto male ad una gamba e zoppicava...
Abbiamo notato che c’era qualcosa che non andava mentre sfilavamo, come due centometristi, davanti agli occhi del capotreno, che ci squadrava perplesso ed interdetto…

Foz do Iguaçu (BRASILE) Gennaio 2009

 

Arriviamo alle tre di notte in questa posada immersa nel nulla…
Ci apre la porta una gentilissima signora 40enne con lunghi capelli grigi, una tunica nera fino ai piedi e sorridendo ci avverte: “Vi aspettavo”… Vabbè che avevamo prenotato ma mancava solo un po’ di musica in sottofondo che  pareva di stare nel film “The hostel” o in un horror classico…
Ci accompagna in camera: piccola, minimal, tetra e poco illuminata… Io e Nick, non invidiando assolutamente Fernanda che aveva preso una singola, ci barrichiamo dentro, addirittura chiudo la finestra con il mio lucchetto… E ci addormentiamo sperando che tutto vada per il meglio anche se Nick continua a borbottare temendo di perdere qualche rene.
L’indomani scopriamo che erano solo nostre infondate congetture… anche se lo stesso feeling l’aveva provato il nostro compagno di avventura: William che quella notte stessa s’era addormentato pensando: “Something will happen”!

Rio de Janeiro (BRASILE) Gennaio 2009

 

Fermo un taxi e spiego che vorrei avvicinarmi alle favelas di Sao Conrado per scattare qualche foto. Lui mi gela subito: “Io lì dentro non ci vado”!
Dopo tanto parlare lo convinciamo a portarci vicino senza entrare…
Saremo incoscienti? Vedremo.
Ci dirigiamo subito verso lo stadio del Flamengo, lì vicino c’è un  tunnel che sbuca proprio all’entrata di questa comunità, la più grande del Sud America.
Il tunnel è lungo e tetro e mentre lo percorriamo immagino cosa potrebbe esserci e muoversi sopra di esso…
Termina… Un immenso alveare colorato, decadente, fatiscente appare ai nostri occhi, il taxista invece di rallentare per farmi scattare qualche foto accelera…
Fa un lungo giro senza entrare all’interno e poi si ferma in un piccolo spiazzo abbastanza nascosto e lontano e dice: “Se vuoi scattare qualche foto fallo da qui e poi andiamo via”!
Meglio di niente; come sempre dico, non sfidiamo troppo la sorte…

Guarulhos (BRASILE) Gennaio 2009

Pronti per prendere l’aereo che ci porterà a Rio de Janeiro… Ci svegliamo alle 5.30 del mattino… Il taxi che ci condurrà in aeroporto è puntuale… In macchina si ride, si scherza, si chiacchiera con l’autista quando improvvisamente il suo volto cambia e la macchina comincia a rallentare fino a fermarsi… Che succede? Ci preoccupiamo… Niente paura… Siamo semplicemente rimasti in panne… Che figura: spingere il taxi per strada mentre tutti ci osservavano divertiti…

 

Guarulhos (BRASILE) Gennaio 2009

Ci telefona Veronica… In un veloce portoghese capiamo che ci sta venendo a prendere perché ha organizzato una mattinata al “baño Orientale”…
Io e Nick cominciamo a pregustare rilassanti bagni turchi, saune, olii, vapori, massaggi, essenze profumate… Inizio a preparare le cose quando scopro che quel bagno orientale altro non era che il “BARRIO” Orientale, ossia: quartiere affollato di cinesi sotto un caldo infernale…

New Territories (HONG KONG) Novembre 2008

[Nick]:  Ci fermiamo ad un “7eleven” per chiedere delle indicazioni per il Nan Lian Garden…
Ci sono tre commesse…
La prima, ci risponde metà in inglese e metà in cinese ma per noi è incomprensibile… “Aspetta”. Chiama la seconda la quale comincia in cinese ma dopo un po’ si rende conto che non è il caso…
Chiama la terza… Finalmente… (Questa parlerà inglese, ci rassicuriamo noi…)
Comincia, come una mitragliatrice a darci chiare e dettagliate spiegazioni ed indicazioni, complete di gesti per circa cinque minuti senza mai prendere fiato, tutto in perfetto cantonese.
All’inizio ci guardiamo increduli, poi cominciamo a ridere con le lacrime mentre lei parlava… e più spiegava più ridevamo….

[Mark]: Ad un certo punto c’è venuto un dubbio… Ma non è che con tutto questo riso che mangiamo ci son spuntati gli occhi a mandorla?

Tsim Shai Tsui (HONG KONG) Novembre 2008

In un bus di Hong Kong. Come in Inghilterra, il biglietto si acquista direttamente sul mezzo dall’autista. Si infilano le monete in una cassetta e puoi recarti al tuo posto…
Detto fatto, attendevo che l’autista mi desse un segnale che positivo per potermi andare a sedere… Ma non lo faceva… Attendo ma una ragazza dietro di me mi dice: “E’ inutile che aspetti, qui non li contiamo i soldi, ci fidiamo…”!

 

Hong Kong Island (HONG KONG) Novembre 2008

Una cosa che mi ha colpito molto di questi cinesi è la loro estrema generosità, rispetto ed educazione. Quando chiedi un’informazione si sentono quasi in debito di aiutarti, addirittura se non possono si mortificano, sono così teneri! Tante volte ci è capitato di aprire una mappa lungo la strada e puntualmente si fermava qualcuno con un: “Can I help you?”
Voglio citare un episodio: poco fa, dopo essere stati aiutati da due coppie di ragazzi a raggiungere un ufficio postale, prima di salutarci una di loro mi ferma e mi chiede: “Pensi che sia una ragazza di cuore?” (parole testuali) Io la guardo con un espressione interrogativa, non capivo che intendesse. Specifica: “Pensi che sia una ragazza di cuore che aiuta la gente!” “Ma certo. Grazie. Sei gentilissima!”
Quasi come se il mio giudizio fosse importante!

 

 

Doha (QATAR) Novembre 2008

Notando un buco nella recinzione iper controllata della TV araba… decidiamo di infilarci dentro… Non l’avessimo mai fatto…


Manco il tempo di scattare una foto che una macchina bianca, dai vetri oscurati, si ferma davanti a noi… Un arabo dalla lunga barba nera e la tunica candida è fermo ad un passo da noi, non sembra amichevole e scuote la testa come per dire: “Mo so cazzi vostri!” Tra l’altro parla solo arabo!
Un secondo dopo una grande jeep bianca si ferma dietro di noi e scende un altro arabo in tunica bianca e radio in mano… Siamo circondati e ci guardiamo impauriti… Quest’ultimo almeno capisce l’inglese e comincia a farci mille domande a raffica: “Chi siete? Che ci fate qui? Da dove venite? Perché fotografavate il palazzo? Perché siete entrati? Mostrami le foto che hai scattato! Cancellale. Dimostrami che le hai cancellate!


Ammetto di aver avuto molta paura perché in quelle circostanze, con questi arabi, non sai mai come può andare a finire, inoltre eravamo pure in torto…
Già mi vedevo in qualche carcere arabo accusato di spionaggio internazionale… Cerco di spiegare che avevamo trovato un buco nella recinzione ed incuriositi eravamo entrati, ma né Nick, né loro sembrano soddisfatti della mia giustificazione… Anzi! Non so cosa succede ma quello che parla inglese si tranquillizza un attimo  e ci fa cenno di sparire… Non ce lo facciamo dire due volte… Mentre ci allontaniamo, repentinamente, io scatto un paio di foto e Nick una veloce ripresa… Ci fermiamo solo per mangiare il nostro panino al tonno comprato nel grande Mall di Doha!

Doha (QATAR) Novembre 2008

Dobbiamo recarci all’ufficio postale.
Ci dicono che da qui, il taxi costa circa 5 Riyal (1 Euro), buono! Ma appena il taxista ci vede ce ne chiede 30! 
Con il secondo contrattiamo fino a 15 ma noi puntiamo a 5! Nulla da fare… al posto nostro entra un ragazzo filippino ma il taxi non parte…
Vedo i due che chiacchierano ed ad un certo punto il taxista ci fa cenno di salire a bordo.

Durante il tragitto chiacchieriamo e scherziamo con il taxista del Bangladesh ed il suo cliente delle Filippine. Non c’è proprio da fare, noi latini siamo veramente socievoli! Arriviamo al Post Office Nazionale e quando chiedo il prezzo della corsa, il taxista ci risponde: “Nulla, ero di strada…! Però in Italia, quando incontrerai persone del Bangladesh: Aiutali!"

Cartagena (COLOMBIA) Gennaio 2008

La storia del francobollo perduto

Tutto cominciò una calda mattina d'estate. Lungo una classica "calle Cartagenera", coi balconi antichi in legno, le pareti delle case coloniali colorate e i venditori ambulanti che gironzolavano in cerca di turisti...

Due "turisti per caso", con delle cartoline in mano, pensano: "Abbiamo due minuti liberi, compriamo velocemente dei francobolli così, più tardi, con calma, le scriviamo e le spediamo"! - Ultime parole famose!

Dopo più di mezz'ora di cammino, rimbalzati da un negozio all'altro, da una specie di ufficio postale ad un'agenzia viaggi, da una succursale dell'Avianca (compagnia aerea di bandiera) all'ufficio postale centrale. Invano.

In seguito scopriamo che neppure il nostro hotel, il lussuoso e cinque stelle Hilton li aveva!

Nel post office centrale ci informano che li hanno ma in quel momento non c'era il principale e quindi non potevano venderli... Non c'era il direttore? Addirittura ci vuole il direttore per vendere un paio di semplici francobolli per cartoline? Ci chiedono di tornare più tardi. Vabbè proveremo da qualche altra parte. Il primo giorno passa così.

Mentre cerchiamo veniamo a sapere che ci vogliono 5600 pesos per ogni cartolina.. Il corrispettivo di 3 euro a cartolina... Son matti?

Non ci perdiamo d'animo e due giorni dopo torniamo all'attacco! Giriamo tanto fino a riapprodare all'ufficio centrale. Stessa storia della volta precedente, il direttore non c'è e dovremmo ritornare... Non abbiamo scelta! All'orario stabilito siamo lì puntuali. Stavolta ci devono accontentare... Lunga attesa. Quasi mezz'ora dopo, dopo aver compilato un modulo per l'acquisto (tipo bonifico bancario: nome, cognome, quantità di francobolli da acquistare, numero di passaporto ecc.), da una scala lontana scende un tizio con una scatola di francobolli! Alleluia!

xxx (XXX) xxx xxx

Cattivissime notizie da XXX. Xxx è stato appena arrestato. Dopo una tormentata notte in treno arriviamo in questa anonima città. Abbiamo fame, Xxx si infila in un grande supermarket e ne esce dopo un pò con aria addormentata e con un paio di Twix e cose del genere, si avvicina a me quando un bestione improvvisamente appare alle sue spalle, lo afferra da una spalla e lo "invita" a ritornare nel negozio. A quel punto non c'ho capito più nulla. Volevo entrare ma non potevo lasciare i due grandi zaini lì fuori. Decido di aspettare. Momenti interminabili! Dopo molto tempo addirittura arriva un furgoncino della polizia. Comincio a preoccuparmi seriamente, non conosco la legge del posto in materia di taccheggio! Passa altro tempo escono due poliziotti che mantengono Xxx più un terzo che portava la borsa del mio amico.

Gli vado incontro e lui mi tranquillizza dicendo che qui funziona così: "Non ti fanno pagare le cose taccheggiate ma ti portano al fresco per un periodo massimo di 24 ore". I poliziotti non erano arrabbiati anzi ci danno anche il tempo di organizzarci sul dove incontrarci, mi lasciano il numero della centrale e il furgone blindato parte. Son rimasto solo con due zaini più grandi di me...Non so che fare...

 

[Xxx]: Stavolta me la son vista veramente brutta! Per fortuna mi hanno preso, ho quasi desiderato questo momento... Mi ha fregato un sistema di sicurezza così semplice che non l'avevo mai visto, il guardiano in borghese che faceva la spesa, anzi fingeva di farla, ha aspettato che uscissi fuori e poi mi ha bloccato!

Mi ha portato nel suo ufficio e mi ha fatto depositare ciò che avevo preso su un tavolo, poi ha cominciato una telefonata. Cerco di sdrammatizzare, non ci riesco. Dopo un pò arriva la polizia. Si fanno raccontare l'accaduto dal bestione e mi chiedono se confermo. Lo faccio. Mi elencano i miei diritti. E' un'esperienza nuova. Mi portano fuori.

Vedo Marco, è allibito. Gli spiego velocemente la situazione e mi portano via nel furgoncino in centrale. Mi chiudono dentro una cella, quasi scherzano con me. Mi tranquillizzo. Mi guardo intorno pensando a come un carcerato sarebbe potuto scappare: non ce l'avrebbe fatta. Mi conducono in una sala insonorizzata dove mi interrogano registrando il tutto. Sigillano e conservano i nastri. Mi riportano in cella mentre decidono cosa ne sarà di me... Mi addormento. Ritornano. Mi fanno una foto segnaletica, mi fanno imprimere le impronte digitali su due fogli. Sono schedato. Mi ridanno la mia roba custodita in una busta trasparente sigillata. Per stavolta mi rilasciano ma se fosse successo di nuovo mi avrebbero portato davanti ad un giudice e avrei fatto almeno 24 ore di prigione... Sono fuori. C'è Marco. Vuol sapere tutto, poverino, s'è dovuto portare dietro fino alla stazione di polizia tutti e due gli zaini...

Cartagena (COLOMBIA) Gennaio 2008

Passeggiando dalle parti del nostro hotel, incontriamo una signora simpaticissima con cui avevamo chiacchierato la sera prima.

Mentre scherzavamo con lei improvvisamente si ferma un taxi e scende la figlia: Monica, 23 anni, molto carina. Cogliamo la palla al balzo per invitarla a bere qualcosa con noi ma la mamma ci invita a salire su.

A casa loro. Ne approfittiamo perchè siamo curiosi di vedere una vera casa colombiana. Due poltrone all'ingresso, ogni tanto qualche tipo losco si affaccia da una stanza e ci osserva con fare circospetto... Ci intimoriamo un pò, non è che siamo finiti nella tana del lupo? Monica mi lascia il numero di cellulare e alla prima occasione ce la svigniamo. Non sapremo mai chi fosse veramente quella gente perchè, naturalmente, non l'abbiamo mai chiamata... Magari erano normalissime e brave persone ma qui bisogna stare molto attenti!

Frontiera ISRAELE - GIORDANIA Dicembre 2007

Dopo tante vicissitudini finalmente riusciamo a rientrare in Giordania grazie all'aiuto di Ahmad.

Quest'ultimo però ci chiede il favore di seguirlo per comprare, al duty free shop della frontiera, delle bottiglie di whiskey e delle stecche di sigarette per Sameir, (il suo boss, nonchè organizzatore del nostro tour in Terrasanta).

Lo seguiamo. Scavalchiamo una rete ed entriamo nel negozio. Dovevamo immaginarlo però che una cosa del genere in una frontiera non sarebbe passata inosservata...

Poco dopo il mio passaporto è nelle mani di due guardie arrabbiatissime che mi rimproverano in arabo duramente e mi ordinano di seguirli... Io, caduto dalle nuvole, inizio a seguirli, quando dietro me si muove tutto il gruppo (oltre me e Nick, c'erano le due ungheresi, e altri quattro italiani). L'unione fa la forza!

Quando la guardia vede tutte quelle persone, si ferma, mi chiede: "Ma son tutti con te?" - Un pò rassegnato, mi ridà il passaporto e mi dice: "Sparite!"

Kerak (GIORDANIA) Dicembre 2007

Lungo la strada per Kerak abbiamo assistito, dal nostro van, ad un vero e proprio linciaggio in diretta.

Da quello che abbiamo potuto capire: un uomo aveva investito con l'auto una persona, a quel punto tutti i parenti e i vicini del ferito erano insorti e scagliati contro il conducente della macchina con pugni, calci, bastonate, pietrate mentre il povero malcapitato, barricatosi nella propria auto cercava di scappare via.

Mi ha impressionato molto tutto ciò, sembrava una di quelle scene che spesso si vedono al telegiornale sulle insurrezioni popolari in Medio Oriente.

Tante volte, viaggiando, mi capita di vedere cose, assistere ad eventi guardati solo in TV ed esclamare: "Ah, ma allora succedono davvero!"

Amman (GIORDANIA) Dicembre 2007

Organizzare una visita in Israele dalla Giordania non è tanto semplice nonostante siano distanti solo pochi chilometri...

Contattiamo varie agenzie viaggi locali ma tutti ci prospettano mille problemi. In pratica bisognava prenotare un van con un'autista più una guida turistica sia per la parte giordana che per quella israeliana. Quindi avremmo avuto bisogno di una macchina che ci portasse fino al confine e da lì avremmo dovuto proseguire con un'altra in Israele, al ritorno stessa storia.

Nonostante queste premesse negative, grazie al mitico Sameir Tadros della "Jerusalem Gate" riusciamo a risolvere tutti i problemi stipulando un vero e proprio contratto... Peccato solo che è tutto scritto in arabo... Potrebbe esserci scritto qualunque cosa... L'avvocato romano che viaggia con noi non è del tutto convinto... Chissà!

Dickwella (SRI LANKA) Settembre 2007

Decidiamo di tornare a Matara (43 km di tuk tuk) a salutare Ann. Di notte, senza luci per strada, con il nostro tuk tuk molto approssimativo, per non parlare poi dell'autista! Comincia a diluviare, io e il Mastice ci osserviamo in silenzio come per dire: "Ma chi ce l'ha fatta fare?"

Il nostro tuk tuk navigava incerto in quei torrenti di fango costeggiando l'oceano in tempesta, mentre ogni sorta di veicolo: dalle biciclette ai grossi tir ci sfioravano ed ci evitavano all'ultimo momento facendoci sussultare ogni volta.

All'improvviso comincia ad inerpicarsi su una strada mai vista... Gli chiedo: "Sei sicuro che è la strada giusta?" E lui: "No" E continua come se niente fosse a camminare. Comincio ad innervosirmi. Gli intimo di fermarsi e chiedere informazioni. Lui: "Ok". Ma continua come se niente fosse.

Perdo la pazienza. Lo faccio fermare, chiediamo informazioni ad un'anziana donna con la nipote, mi faccio dare il cellulare dall'autista e chiamo Lucky. Finalmente, dopo varie peripezie arriviamo sani e salvi!

Ma un altro problema permane. Il ritorno? A costo di pagare il quadruplo, decidiamo di tornare con Anil e il suo "fiero" van!

Matara (SRI LANKA) Settembre 2007

Facciamo fermare il nostro tuk tuk nei pressi di un ufficio postale per acquistare dei francobolli... Entriamo e all'interno c'è una misera scrivania, un armadietto vecchiotto e nessuno... Documenti, fogli sparpagliati qui e lì... Ma nessun dipendente! Qualcuno ci dice che dovremmo bussare a casa di qualcun altro e chiedere di un postino...

Decidiamo di provare altrove!

Dickwella (SRI LANKA) Settembre 2007

[Nick]: Marco sta facendo la doccia, io son a letto ad annotare le ultime avventure quando un ragazzo dello staff ci piomba in camera dicendoci che c'è pericolo che lo tsunami arrivi da noi. Ci fa trasferire in fretta e furia nella torre della discoteca, dicono che lì, tre anni fa lo tsunami non arrivò. Son preoccupato! E chi torna a dormire in camera stanotte?

Un biologo marino belga ci offre ospitalità a casa sua. Lui abita nell'entroterra, un pò titubanti accettiamo. Speriamo bene...

 

Dambulla (SRI LANKA) Settembre 2007

Entriamo stanchi morti in camera... Ma non siamo soli, c'è un "amico" che riposa quasi sulla valigia del Mastice...

Diventerà una consuetudine poi, ogni volta che entravamo in una stanza facevamo un breve check, all'appello, a fine viaggio, non mancava nessuno: grilli, mantidi religiose, grandi scarafaggi...

Per tutelarci, ogni tanto abbiamo dovuto inventare qualcosa....

Belize City (BELIZE) Maggio 2007

Rimasti con pochi soldi a causa dei problemi col cambio dell'Euro cerchiamo in tutti i modi di scoprire se esiste una tassa d'uscita dal Paese e se sì a quanto ammonterebbe in modo da non trovarci nei guai una volta giunti alla frontiera!

Giriamo tantissimi uffici sia della polizia che della finanza locale senza risultato fino a che un saggio agente ci dà la "dritta" fondamentale, ci consiglia testualmente ciò: "Ragazzi, voi, arrivati alla frontiera vedrete quanto dovete pagare di tasse!" Ah, finalmente, risolto questo grande quesito ritorniamo a goderci la visita della città, col dubbio se scherzasse o fosse serio! :-|

Rio Hato (PANAMA) Gennaio 2007

...decidiamo di visitare Rio Hato, il paesino di Manuel, il barman gay del nostro villaggio!

Il colmo s'è toccato quando Jeff, innocentemente, entra in una farmacia con Manuel per acquistare un pacchetto di preservativi e la farmacista continuava a fissarlo con uno sguardo molto loquace, come a dire: "questi gay non hanno proprio più pudore! Ora vengono pure insieme a comprare i profilattici, chissà per farci cosa poi...!" - avrà pensato lei....

Pararapuru (PANAMA) Gennaio 2007

...improvvisamente si avvicina un uomo che da lontano mi fissava... In uno spagnolo stentato mi chiede: "Da dove vieni, da lontano?" -"Italia!" rispondo io, sicuro. "Ah!" e continua ad osservarmi con l'aria di chi non è molto convinto, poi si fa coraggio e continua: "E dov'e' l'Italia, lontana?" - Un pò sorpreso da quest'ultima domanda, rispondo: "Si trova in Europa!"... ma lui continua ad osservarmi un pò perplesso, a questo punto lo anticipo: "Sai dov'e' l'Europa?" - e lui un pò timidamente scuote la testa. Teneramente rispondo: "Lontana, amico, lontana!"

Marsa Matrhou (EGITTO) Novembre 2006

La nostra attenzione viene colpita dalle grida di ragazzini...

Provenivano da una scuola elementare nei paraggi. Io, mia zia e Virgy ci avviciniamo e subito vediamo che una marea di bambini urlanti si arrampicano ovunque per farci le feste.

Improvvisamente sbuca dal nulla una donna "fantasma", con il burka nero e in un buono inglese, ma bruscamente, ci chiede: "What do you want?" Intervengo per calmare la situazione spiegando che le due donne che erano con me erano due insegnanti italiane e cercavano un bagno. Mi osserva un secondo e poi comincia ad allontanarsi da noi dicendoci freddamente: "Follow me!" ("Seguitemi"); un pò perplessi, ci guardiamo meravigliati ma la seguiamo... Qualche passo dopo sentiamo Jerry e i nostri due autisti che correndo verso di noi ci intimano di fermarci. Poco dopo eravamo di nuovo in auto con loro, lontani da quella scuola...

Nessuno mai saprà il motivo della paura dei nostri autisti quando ci videro seguire la "donna fantasma" e a rendere ancora più misteriosa questa storia s'è messo anche il fatto che, mentre succedeva tutto ciò, lei non s'è mai voltata verso di noi o risposto qualcosa ai nostri autisti/body-guards, e così com'era venuta, allo stesso modo è scomparsa...

Alessandria d'Egitto (EGITTO) Novembre 2006

[Nick]: Ci fermiamo lungo la strada da un tipo che vendeva gli "hagheb" (i veli delle musulmane), in un attimo si raduna una folla assurda, tutti volevano comprare 'sti hagheb, ed io, senza neanche rendermene conto, mi ritrovo improvvisamente con un mazzo di questi veli in mano e tutte queste donne egiziane che me li tiravano da tutte le parti o mi chiedevano i prezzi scuotendomi a destra e a sinistra... Mi son sentito un pò in imbarazzo...

 

Rossano Scalo (ITALIA) Luglio 2006

"Jeff, pescare i polipi con l'arpione è semplice, poi se siamo in due lo è ancora di più! Basta fare così: ci tuffiamo, io ti indico le pietre da sollevare, perchè i polipi si nascondono sotto di esse, tu le alzi, se c'è, io lo trafiggo con il mio arpione!"

Detto fatto! Ci tuffiamo, osserviamo un pò il fondale, poi noto una pietra che potrebbe essere un buon rifugio per un polipo; gliela indico e lui, scendendo ancora più in profondità la alza! Esce improvvisamente un polipetto disturbato, senza esitazione gli vado incontro e lo trafiggo.

A riva, Jeff ammirato mi dice: "Bravo Mark, è facile pescare i polipi...!" Non sapevamo che quello sarebbe stato l'unico polipo preso in una settimana intera in Calabria...

Parigi (FRANCIA) Luglio 2006

Ci troviamo nel famoso "Quartiere Latino" alla ricerca di un ristorantino tipico per assaggiare alcune delle specialità del posto... Un manifestino attrae la nostra attenzione. Menu turistico: "Antipasto, primo e secondo piatto: 14 Euro!" Un buon compromesso, pensiamo! Cenetta tipica parigina ma poi il conto stratosferico ci rovina la digestione! Più del doppio di quanto ci aspettavamo.... "Niente paura, avranno sbagliato qualche calcolo", esclamo io... E invece no! Le bibite erano a parte, e questo si sapeva, ma ciò che c'era sfuggito era il prezzo delle bibite: una bottiglietta d'acqua da 0,5L (4 euro), e con quel caldo ne abbiamo ordinate fin troppe; per pagare poi la bottiglia di un litro di coca cola (11 euro) ci voleva un assegno... meno male che non abbiamo ordinato champagne: non avremmo più ritrovato la casa una volta in Italia per pagare il conto! Attenzione a questi ristoratori furfanti!

Isola di Saona (REP.DOMINICANA) Giugno 2006

 

Dopo 45 minuti di navigazione contro corrente con la nostra lancia e dopo aver costeggiato gran parte dell'isola, ammirando paesaggi selvaggi ed incantevoli, improvvisamente veniamo colti da uno di quei temporali tropicali così frequenti e pericolosi qui. Cambiamo subito rotta e ci dirigiamo verso una piccola baia dove si intravedevano delle baracche.

Scendiamo a terra con Juanito! Era un villaggetto di pescatori. Ci ripariamo tutti sotto le loro baracche sotto lo sguardo incredulo dei locali che ci osservavano in silenzio. Dopo poco smette di piovere e allora ne approfittiamo per comprare un pò di pesce, un bel "pargo" rosa e rosso gigante (più di due chili) e tanti altri più piccoli appena pescati.

L'Avana (CUBA) Aprile 2006

Ecco il nostro taxi: un incrocio tra Yugo-128-Lada, ben stagionato, senza optional, anzi, senza neppure le cose basilari quali freni, cinture di sicurezza, maniglie per la portiera ecc.; per non parlare poi della parte meccanica e anche se di motori non ne capisco, considerando i rumori e gli "odori" particolari, non oso immaginare...

Quest'auto si accendeva solo a spinta!

A metà tragitto s'è dovuto fermare per il forte odore di bruciato, ha aperto il cofano e dopo un pò siamo ripartiti!

Una volta arrivati... che sollievo, eravamo sopravvissuti!

Ilha Boavista (CAPO VERDE) Novembre 2005

Volo Ilha Boavista – Ilha do Sal ore 17.20.

Arriviamo alle 16.45 e vediamo le ultime persone di una fila che si stavano imbarcando... “Tranquilli, non è il nostro aereo, il nostro decolla tra una mezz'ora...” affermo tranquillamente io, del mestiere! E invece era proprio lui... L'ultimo volo, nonché unico del giorno!

Comincia il putiferio!
Urla di tante persone avvelenate, si sentivano grida in italiano, inglese, portoghese. Mia zia, (agente di viaggi), che inveiva contro la responsabile dell'aeroporto, una coppia di capoverdiani contro un'altra, due turisti brasiliani contro altri addetti ancora.

L'aereo decolla con un larghissimo anticipo... probabilmente era in over-booking, però avrebbero dovuto “coprire” chi rimaneva a terra assicurando loro un hotel e una cena. Mia zia si batteva per quello. Chiamano la polizia e il teatrino continua finchè anche loro se ne vanno non sapendo come comportarsi, in fondo siamo in Africa... e si vede.

Dopo tante peripezie troviamo un accordo, ci pagano la notte in una pensioncina (tra l'altro eravamo rimasti senza soldi) e saltiamo la cena...

Bilbao (SPAGNA) Novembre 2005

Alla ticketteria del Guggenheim Museum. Due gemelli perfettamente uguali... (cambia la basetta!)

Angelo: "Un biglietto per la visita". Cassiera: "Quanti anni hai?" E lui:"27"; Lei: "Fino a 26 anni c'era lo sconto, peccato, paghi il biglietto intero!"

Jeff: "Un biglietto anche per me!" Cassiera: "Quanti anni hai?" Lui: (un pò titubante) "26". Lei: "Per te c'è lo sconto!"

Chissà, forse non si assomigliano veramente...

Skopije (MACEDONIA) Agosto 2004

Dopo tanto peregrinare finalmente troviamo un ristorantino molto carino, all'aperto e pieno di bella gente.

Ci accomodiamo ma... il menu è scritto solo in cirillico!!! A questo punto, chiudiamo gli occhi e ordiniamo ciò che le nostre dita indicano sul menu... mangeremo incuriositi questo allora!

Pietanze a sorpresa!

Skopije (MACEDONIA) Agosto 2004

Trasferimento Stazione Ferroviaria di Skopije - Albergo... notiamo che il taxi che avevamo chiamato (una vecchia Yugo) non avrebbe mai potuto portare tre ragazzi con i loro enormi zaini! Ma niente paura, il taxista infila i tre zainoni nel cofano... metà all'interno e metà fuori...

Trasferimento Stazione Ferroviaria di Skopije - Albergo... Tre teste preoccupate, sporgono da un finestrino e controllano che nessuno faccia sparire i loro zaini... Che tensione quando ci fermavamo ai semafori e tutti quei motorini ronzavano attorno alla nostra macchina...

Riga (LETTONIA) Giugno 2004

Vincenzo, dopo aver litigato telefonicamente con la sua ragazza (che era in Italia), decide di chiarire ritelefonandole dalla stanza del nostro albergo, il Radisson SAS... Dopo un pò lo vediamo ritornare con un pezzo di carta in mano e un'espressione sconsolata. Dannanzione, ha litigato di nuovo con lei? Macchè quella telefonata gli era costata circa 50 Euro! Tutto il pomeriggio s'è dovuto sorbire i nostri sfottò!

Chi la fa: l'aspetti. Il giorno dopo la stessa cosa succede al buon Peppe (capo ultras dei cori contro il povero Enzo)... ma stavolta persino i nostri sfottò erano superflui... 192 Euro per placare gli animi... E noi pensavamo: "Chissà, magari se avesse preso un volo per chiarire di persona, avrebbe risparmiato?!?"

Lisbona (PORTOGALLO) Giugno 2004

Nel periodo degli Europei di Calcio. Mi trovo per caso in ascensore con due calciatori della nazionale greca, che alloggiavano nello stesso nostro albergo: l'elegantissimo "Dom Pedro", uno dei più lussuosi in cui sia stato finora. Quella sera dovevano giocare un'importante partita contro la Francia e considerando che se avessero perso sarebbero stati eliminati, per scherzare dico loro: "Allora? Ci vediamo domani in aeroporto?" (Visto che l'indomani noi saremmo dovuti ripartire) E invece, non solo in aeroporto trovammo Zidane & company ma alla fine quella sconosciuta nazionale vinse addirittura il trofeo, quasi come se avessimo portato loro fortuna!

Roma (ITALIA) Aprile 2004

Durante uno dei numerosi controlli del bagaglio a mano nell'aeroporto di Fiumicino a Roma, al passaggio di Nicola sotto al metal detector vediamo due poliziotti che iniziano ad agitarsi. Intimano al perplesso Nick di aprire lo zainetto e cominciano una minuziosa ricerca, come se già sapessero cosa cercare, non era un controllo ma una vera e propria ricerca. Dopo un pò, spazientiti, si dirigono verso il mio amico e con aria boriosa dicono: "Dai, falla finita, caccia 'sto coltello!" (Come per dire, smettila che ti abbiamo scoperto). Vedo Nick diventare di vari colori e poi sbotta in un: "E caccialo te 'sto coltello" porgendo loro di nuovo il suo zaino. Fortunatamente, dopo vari altri controlli e momenti di tensione tutto si risolve tranquillamente. I poliziotti avevano preso un abbaglio!

Nabeul (TUNISIA) Gennaio 2004

Aspettiamo seduti ad una fermata degli autobus locali e saliamo sul primo che passa, senza nemmeno sapere dov'è diretto, decidiamo di scendere al capolinea.

[Nick]: All'interno siamo stipati come le sardine e la puzza è insopportabile, tutti ci osservano un pò incuriositi ma noi siamo felici di uscire dal business del turismo.

Dopo un lungo percorso arriviamo a Nabeul, città famosa per le sue ceramiche!

Belgrado (SERBIA) Agosto 2003

[Luca]: Stiamo cucinando un pò di pasta nella nostra stanza d'albergo ma finisce la bombola del gas... "E mo? Come si cambia?" Ci prova Gabriele, alza qui, tira lì, lascia il dito, tira la molla... si rompe la bombola... Impauriti la prima cosa che facciamo è quella di lanciare tutto dal balcone (siamo al terzo piano).... Cade giù, per fortuna, senza fare danni... In Italia ci avrebbero arrestati, qui, invece erano felici perchè non era l'ennesimo bombardamento NATO, ci accolgono bene, anzi ci invitano ad usare la cucina dell'albergo! Spaghetti party con tutti quelli che lavorano qui!

Belgrado (SERBIA) Agosto 2003

[Luca]: Attraversiamo la stazione ferroviaria per raggiungere il nostro hotel quando due loschi figuri si avvicinano a noi e bruscamente cominciano a parlare in serbo. Marco risponde subito che non ci serviva niente e continua a camminare quando questi gli si parano davanti e mostrano un tesserino. Erano poliziotti e volevano vedere i nostri passaporti. Noi non li avevamo con noi! ("E' la fine", penso) Invece, appurato che eravamo italiani, si fanno una risata e ci lasciano andare....!?!

Riga (LETTONIA) Agosto 2002

Torniamo a casa dopo una bella serata in discoteca. E' l'alba ma abbiamo la chiave e non disturberemo nessuno, inoltre il portone principale si apre con il codice ma tanto "è sempre aperto - Krists docet!" Tranquillamente, gustandoci la nostra "prussiana" stiamo per entrare quando... Oh! Il portone è chiuso! Proviamo, riproviamo, ma è proprio chiuso! Telefoniamo Krists che, dopo un bel pò, tutto assonnato ci dà un codice.... ma non è esatto! Proviamo, riproviamo. Nulla da fare. Telefoniamo Martins che ci dà un altro codice (2378), ma manco questo funziona! Con un colpo di fortuna Agos ci riesce ad aprirla... L'indomani scopriamo che il codice di Martins era esatto solo che qui le porte si aprono tutto al contrario!

Riga (LETTONIA) Agosto 2002

Tornando a casa in macchina con Vilnis, veniamo fermati dalla polizia e subito multati di 5 Lati (circa 7,5 Euro) perchè Vilnis non avrebbe fatto la revisione alla macchina e fin qui...

Ciò che mi ha fatto sentire puzza di bruciato è stato il fatto che: innanzitutto non avevano la macchina d'ordinanza ma una comune auto privata, poi fermavano e multavano praticamente tutti e infine che multa è di 5 lati? Nemmeno in autobus se non fai il biglietto ti fanno pagare così poco! Benvenuti in Est Europa!

Brig (SVIZZERA) Agosto 2001

Ho finito tutti i soldi. Per tornare a casa mi sto spacciando per portoghese con il biglietto di Pedro...

In pratica, quando si viaggia in inter rail si acquistano determinate zone d'Europa e lì si ha una sorta di abbonamento temporale ferroviario ma tranne nella propria nazione, dove c'è un misero 50% di sconto. Fingendomi portoghese con un biglietto inter rail comprato in Portogallo, se ce la faccio, dovrei arrivare fino in Calabria, dove i miei genitori sono in vacanza, gratuitamente! Idem Pedro con il mio biglietto italiano!

E' stata dura, quasi ventiquattro ore senza parlare per non farmi scoprire ma ce l'ho fatta anche questa volta!

Zawiercie (POLONIA) Agosto 2001

Due barboni, che nella stazione di Czestochowa hanno cercato di derubarci mentre Pedro dormiva, ci costringono a prendere il primo treno che passa e scendiamo nella prima stazione disponibile: Zawiercie.

Un posto sconosciuto anche agli stessi polacchi. Cosa ci fanno due inter railers qui? Questo luogo non è riportato nemmeno nella cartina...

Salta allora la tappa che avevamo organizzato. Non andremo più a Bratislava, in Slovacchia, perchè ciò vorrebbe dire ritornare a Czestochowa visto che il treno partiva solo da lì. Optiamo per Brno, in Repubblica Ceca. Il nostro treno passerà di qui a mezzanotte. Dovremo aspettare varie ore qui... Speriamo bene!

Mentre attendiamo, riscaldandoci con un buon tè caldo, sentiamo il megafono nominare una destinazione che suonava molto simile a Vienna. Corro al banco informazioni che sta per chiudere e chiedo se quel treno che stava per sopraggiungere sarebbe andato davvero nella capitale austriaca...

Ricevuta una risposta affermativa... Eccoci pronti per l'Austria!

Riga (LETTONIA) Agosto 2001

In discoteca, allo "Slepenais Exsperiments", mentre ballavo un tipo mezzo ubriaco mi si avvicina e comincia a parlarmi in lettone indicandomi il suo piede. Io ero solo con Pedro ed ero sicuro che di lì a poco sarebbe scattata una rissa. Quindi comincio a prepararmi psicologicamente. Da quanto avevo capito: ballando gli avevo pestato il piede e quindi... ogni scusa è buona per una "sana scazzottata"!

Dopo tante parole capiamo che in realtà era lui che aveva pestato il mio piede e, secondo le loro usanze, dovevo pareggiare il conto pestandogli il suo. Non ero sicuro di aver capito bene, o meglio, mi sembrava assurdo il tutto! Allora questo personaggio, spazientito, prende la mia gamba, mi fa alzare il piede, mette il suo sotto al mio e la lascia cadere finchè non pesto il suo piede e lui, contento, con il piede pestato tranquillamente se ne va soddisfatto!

Cesis (LETTONIA) Agosto 2001

Finalmente si apre il mio paracadute! Lungo sospiro di sollievo! Ma non era finita lì!

Krists mi aveva detto che poteva succedere che i fili s'ingarbugliassero, il cosiddetto "avvitamento". Se accadeva dovevo: restare calmo, chiudere gli occhi e il paracadute avrebbe fatto tutto da sè! (parole testuali del mio amico) Vabbè, figuriamoci se succedeva proprio a me! Ma come me ne sarei accorto? Bastava portare il capo all'indietro, se avessi trovato qualche impedimento allora era accaduto!

Come volevasi dimostrare... succede proprio a me! Cerco di tranquillizzarmi quando il mio paracadute comincia a farmi roteare su me stesso finchè, finalmente, si apre completamente e rallenta la mia caduta!

Ce l'ho fatta!

Cesis (LETTONIA) Agosto 2001

Krists ci invita a fare un voletto su un aereo da lui pilotato.

Era un quadriposto russo. Davanti c'era il mio amico lettone e un altro pilota, dietro: io e Pedro.

Quando pilotava Krists, tutto è andato bene. Un classico volo scuola standard. Abbiamo fatto tre tranquilli touch and go senza problemi. Addirittura ad un certo momento, per fare una foto togliamo anche la cintura di sicurezza e tentiamo di allacciarla.

Non posso dire la stessa cosa del suo amico. Comincia subito a fare acrobazie in volo. Prima punta il cielo a 180°, poi, col motore a minimo, l'aereo, per gravità, si rovescia e cade in picchiata... Ma la nostra cintura non era fissata bene e quindi veniamo repentinamente e improvvisamente "proiettati" verso l'alto dando una dolorosa testata al tettuccio! che spavento e che male!

Ultimo brivido l'atterraggio. Tagliamo perpendicolarmente una superstrada a circa due metri dalla terra, il tutto mentre sopravveniva un camion che strombazzava impazzito... Ma chi ce l'ha fatto fare?

Helsinki (FINLANDIA) Luglio 2001

Siamo fermi nel porto della capitale finlandese da qualche ora. Il nostro traghetto per Tallinn è ancora fermo qui mentre tutti gli altri vanno via... Il megafono ci avvisa che: "Se per le ore dieci non si risolve il problema... Tenteranno di risolverlo!" Che vuol dire?

Qualche tempo dopo, di nuovo il megafono ci informa che c'è la possibilità di cambiare traghetto visto che il danno non era ancora stato riparato! Panico a bordo! Tutti si scagliano verso le porte d'uscita, quasi come se stesse affondando il Titanic, e noi, quando riusciamo a capire ciò che sta succedendo rimaniamo tra gli ultimi della fila!

Nonostante tutto, riusciamo ad infilarci tra i primi e attendiamo l'apertura delle porte del nuovo traghetto. Quando finalmente stiamo per entrare veniamo fermati perchè il nostro biglietto non andava bene per quella compagnia! Ma non c'è problema, dobbiamo solo ritornare al desk della nostra compagnia di traghetti e farcelo cambiare gratuitamente. Pedro s'incarica del cambio! Passano centinaia e centinaia di passeggeri ma il mio amico portoghese sembra svanito nel nulla... Alla fine rimango solo con uno steward, una hostess e i nostri due zaini!

Arrabbiatissimo inizio a discutere con lo steward che non ci aveva fatto entrare e lui, molto cortesemente, va a cercare Pedro e gli fa saltare la lunga fila che nel frattempo s'era formata per il cambio del biglietto... Ma i posti son terminati. O paghiamo un'astronomica cifra per la prima classe o attendiamo quattro ore il traghetto successivo!

Attendiamo e notiamo una coppia che correndo verso un gate semichiuso cerca di imbarcarsi all'ultimo momento! Pedro mi guarda e corre lì, lo seguo. Scavalchiamo un cancello e siamo dentro. Ci giriamo intorno e notiamo qualcosa di familiare! Era lo stesso traghetto che un'ora prima avevamo abbandonato perchè non partiva! Oh no, di nuovo punto e daccapo. Ma stavolta il danno è riparato, si riparte.

All'improvviso l'odiato megafono dice qualcosa in finlandese. Vediamo tutti, ma proprio tutti precipitarsi ai piani inferiori. Oddio, che altro è successo ora? Fermo un rasta e chiedo informazioni: "La compagnia per scusarsi del ritardo offre a tutti il pranzo gratis al ristorante"! Finalmente una buona notizia!

Helsinki (FINLANDIA) Luglio 2001

Nella stazione ferroviaria di Helsinki. Una ragazza trentenne, nascosta in un angolino osservava tutte le nostre "attività": Phil chiedeva informazioni sui traghetti per Stoccolma, Pedro per quelli diretti a Tallinn, le due svizzere di Zurigo notizie sui treni per Narvik, Wolfy palleggiava con il nostro celebre pallone, le altre due svizzere badavano agli zaini, io preparavo un cappuccino con il nostro fornellino da campo e questa ragazza, improvvisamente, si avvicina, ci scatta una foto. Noi, incuriositi dall'inaspettato flash, ci voltiamo di scatto verso di lei che, rossa in viso per la timidezza, ci ringrazia e scappa via!

Colonia (GERMANIA) Luglio 2001

Ci sistemiamo in un comodo scompartimento quando poco dopo entrano due controllori ferroviari. Stile nazisti ci dicono che senza prenotazione dovremo viaggiare nell'ultimo scompartimento, dove sono stipate le biciclette.

Lì troviamo una coppietta di finlandesi e un danese. Col passare del tempo arriva un norvegese, un americano e un'indiana. Eravamo tranquilli e si stava bene tra inter railers. Proprio mentre affermo: "Ragazzi state tranquilli, nessuno ci caccerà dal treno.... Varremo più di una bicicletta!" Si spalanca la porta ed entra un controllore, stile SS Nazista, dice due parole solo: "No reservation? Out!" Alla prima stazione veniamo "cacciati" in malo modo dal treno, come se chissà quale grande reato avessimo commesso!

Siamo a Dusseldorf. Si avvicina la polizia a noi come se fossimo dei criminali, và a sapere che la prenotazione (sei miseri marchi) non l'avevamo perchè bisognava acquistarla 24 ore prima e noi non eravamo nemmeno in Germania a quell'ora! Esterrefatto, tutto il gruppetto mestamente se ne va, ma non ci perdiamo d'animo. Cerchiamo il primo treno per Amburgo ma bisogna prenderlo a Colonia (da dove eravamo partiti). Ritorniamo con un altro treno al punto di partenza. Paghiamo una costosissima prenotazione e attendiamo varie ore il nostro treno! Grazie Germania!

Cerro Maggiore (ITALIA) Luglio 2001

Mia zia ci presenta due vecchietti, suoi due vicini di casa. Uno di loro ha 85 anni e si ostinava a parlare con Pedro in italiano. "Mi scusi, Pedro è portoghese, non capisce l'italiano!" Lui mi guarda un pò perplesso e continua a chiacchierare con Pedro nella nostra lingua. Di nuovo cerco di spiegare, stavolta mimando e facendo anche dei gesti indicando le orecchie.

Forse ci son riuscito! Quando lui esclama trionfale: "Ah, ho capito! E' sordo!"

Oporto (PORTOGALLO) Gennaio 2001

Hugo mi fa morire dalle risate! Eravamo nel suo appartamento dopo la partita, lui girava per la casa con una maglietta del Porto e con un nome stampato sulle spalle: Nugueira, mentre io guardavo in TV la partita dello Sporting Lisboa quando, incuriosito gli chiedo: "Chi è Nugueira?"

Lui si ferma di colpo, sbianca, si guarda attorno... Non risponde... Balbetta qualcosa, come smarrito, cercando di guardare, esplorare la TV. Trova un pò di forza e mi confessa, un pò imbarazzato: "Beh, in verità... E' il mio cognome!" "Ah, Ok", faccio io e continuo a guardare la partita. E lui, come impaurito: "Perchè me l'hai chiesto?" e continua ad esaminare la TV. Era impossibile che ci fosse un calciatore col suo stesso cognome e lui non lo sapeva. Ed io: "No, perchè l'ho letto dietro la tua T-shirt!" Ahhhhhhhh

Oporto (PORTOGALLO) Gennaio 2001

Grazie ad un amico di Hugo che non poteva andare allo stadio, pensiamo di usare il suo abbonamento per assistere alla partita del Porto senza pagare. Non era molto semplice. Innanzitutto non potevo aprire bocca perchè se scoprivano che non ero portoghese avrebbero sequestrato il suo abbonamento. Allora ho subito dato la mia macchina fotografica ad Hugo perchè quando la polizia ci perquisiva non potesse chiedermi nulla. Marco (il miglior amico di Hugo) è il primo ad entrare, subito dopo mi infilo io seguendo alla lettera ogni minimo movimento del mio omonimo "predecessore" e avvolto fino al naso nella sciarpa del Porto perchè ero un pò diverso dalla foto riportata sul "mio" abbonamento, passo il primo controllo. Secondo controllo, quello della polizia: mi chiedono qualcosa ma non cerco di fare orecchie da mercante e passo avanti. Tutto ok anche lì. Terzo ed ultimo: il controllo dell'abbonamento nella macchinetta. Temporeggio. L'addetto alla macchinetta mi urla qualcosa... Non lo guardo, Hugo mi spinge in avanti, ce l'abbiamo fatta! Siamo dentro.

 

Lavra (PORTOGALLO) Dicembre 2000

Che romantica la spiaggia quando l'Oceano è in tempesta!

Vedo una grande roccia non lontana dalla spiaggia, circondata dall'acqua ma ogni tanto, quando le onde, dopo aver battuto sulla battigia si ritraevano, lasciavano un breve tratto libero che, con uno scatto, ti permettevano di raggiungere la roccia senza bagnarti. Che idea. Decido di fare una foto proprio sulla roccia. Mi organizzo con Pedro, calcoliamo i tempi giusti per quanto riguarda le onde e mi preparo a correre alla prima occasione utile.

Pedro continua a sconsigliarmelo. Mi dice che mi bagnerò di sicuro.

Le acque si ritirano ed io corro lesto sulla roccia. Salto. Tutto ok. Mi tengo in equilibrio, sono sopra, ce l'ho fatta! Mi volto un attimo ad ammirare la maestosità dell'Oceano ma... vedo in lontananza una grande onda che si avvicina in fretta, troppo in fretta e minacciosamente verso di me... Mi sento perduto. Si infrange sulla roccia, un secondo dopo sono bagnato fradicio! Dalla testa ai piedi. Mi vedo circondato dall'acqua, sono solo, sulla roccia e tanta acqua tutto attorno a me. Mi volto di nuovo e mi sento come un granellino di sabbia, così piccolo ed imponente dinanzi a quell'infinita massa d'acqua. Fortunatamente dopo un pò l'acqua si ritira. Salto e via sulla spiaggia. Mentre Pedro era steso a terra che stava morendo dalla risate, mestamente, con la coda "bagnata" tra le zampe me ne vado a casa...

Lavra (PORTOGALLO) Dicembre 2000

Sulla spiaggia di Lavra m' è successa una cosa molto simpatica: mentre cercavo alcune conchiglie sulla battigia, vedo in lontananza un grosso cane che sbuca da una casetta abbandonata e corre verso di me abbaiando; io: tranquillo per il proverbio/teorema: "Can che abbaia non morde", continuo quasi indisturbato la mia raccolta... All'improvviso si ferma, smette di abbaiare e fugge via impaurito, questa scena mi sorprende molto ma non ho nemmeno il tempo di capire ciò che sta succedendo quando una tormenta di sabbia si abbatte su di noi. Che dolore. Tutti quei granellini sul viso facevano un male... Avevo la sensazione come se mi pungessero con dei piccoli spillini migliaia di volte al secondo...

Bucarest (ROMANIA) Agosto 2000

[Rossho]: Vediamo se riesco ad addormentarmi anche se sarebbe meglio evitare visto che tutti questi zingari si infilano negli scompartimenti e rubano di tutto. E ci è pure successo, ma per fortuna eravamo mezzi svegli...

Nel cuore della notte, era il turno di guardia Marco, io ero in dormiveglia, all'improvviso si apre un pochino la porta del nostro scompartimento e una mano di ragazzino, sporca, si infila dentro in direzione di un nostro marsupio. Marco di istinto gli da un pugno sul braccio e questa mano sparisce in un batter d'occhio. Sento Marco esclamare tra sè: "Fucking gipsy!"

Sofia (BULGARIA) Agosto 2000

[Rossho]: Ci hanno appena cacciati dalla stazione... Dopo aver chiesto il piacere di restare a due poliziotti ci hanno cacciati lo stesso, ma forse abbiamo trovato qualcosa di meglio... Dormiremo in un bar aperto 24 ore su 24... Ci hanno dato uno stanzino/deposito...

Incredibile, ci stanno regalando una coca cola da bere e qualcosina da mangiare. Perchè? Stiamo attenti, c'è qualcosa sotto.... Lo scopriremo... Quello che ci ha offerto queste cose è qui dentro con noi. Marco e Takx nascondono i soldi, il passaporto e i biglietti inter rail. Marco per sdrammatizzare dice: "Se devo morire almeno ti ho scroccato una coca cola"!

La situazione sembra essersi un pò stabilizzata, Marco e Haasso riposano fino alle quattro mentre io e Takx facciamo la guardia, poi ci daranno il cambio...

Istanbul (TURCHIA) Luglio 2000

Dopo la frontiera greca lo spettacolo è cambiato in tutti i sensi. Innanzitutto hanno riservato a noi il primo vagone, gli altri nove ai turchi, ma mentre noi siamo 17 in un vagone da più di 50 posti, loro sono centinaia e centinaia, stretti come sardine. C'è un soldato armato che vigila alla porta del nostro vagone, loro non possono entrare qui. Quando il treno si ferma nelle stazioni, tutta la folla nota in primis il nostro vagone vuoto e poi deve ammassarsi negli altri, questo fatto mi preoccupa un pò. Molti sono affacciati ai finestrini e ci fissano insistentemente. Speriamo bene.

Atene (GRECIA) Luglio 2000

[Rossho]: Arriva il treno per il confine con la Turchia e in fretta e in furia ci sistemiamo all'interno. Tarenc posa il suo zaino sul sedile e sparisce.

Il treno sta per ripartire ma nessuna traccia di lui. Cerchiamo in tutti i modi di ritardare la partenza ma invano... Anzi ci riusciamo ma solo per pochi minuti... Dopodichè il treno parte ma senza il nostro amico turco, almeno così credevamo... Così d'istinto, prendo il suo zaino e, convinto che lui stesse ancora giù, lo lancio ad un controllore a terra.

Un secondo dopo ecco apparire tranquillamente Tarenc.

Il Rossho crolla sul sedile con un viso pallidissimo.... Accompagniamo subito il turco da un controllore che ci consiglia di scendere alla stazione successiva, ritornare ad Atene, riprendere lo zaino e aspettare il treno successivo: a mezzanotte! Così salutiamo i tre turchi con cui avevamo trascorso una piacevole mattinata nella capitale greca!

Riga (LETTONIA) Gennaio 2000

Oggi mi è successa una cosa davvero strana. Mi sveglio verso le 11.30. Non so ancora dire se dormivo o se ero desto, comunque mi s'è bloccato il braccio destro in aria, poi tutto il corpo s'è improvvisamente immobilizzato. Per qualche secondo ho tentato di urlare, gridare: "Andaaaaa!". Dopo un pò una strana figura, sembrava un ragazzo, tipo fantasma, mi si affianca, s'avvicina nell'angolo destro del mio letto, in direzione del mio braccio teso e mi dice: "Voglio venire con te alle dieci" (parole testuali). Ho avuto un pò di paura.

Per la cronaca: non è successo nulla di paranormale a quell'ora poi!

Riga (LETTONIA) Gennaio 2000

Io e Martins torniamo a casa verso le 7.30 di mattina dopo una nottata trascorsa in discoteca.

Stranamente c'era Anda (la mamma) ad attenderci ed era molto agitata. Voleva spiegazioni e addirittura s'era preoccupata perchè aveva fatto il seguente ragionamento: loro non bevono; se non bevono = non sono ubriachi; sono lucidi quindi dove stanno a quest'ora visto che fuori non c'è nulla e nessuno? "Buona notte, Anda".

Riga (LETTONIA) Gennaio 2000

Siamo andati con Reinis ed il cugino Kristos in un aeroporto civile abbandonato per fare una specie di rally con gli slittini!

In quella distesa infinita di neve soffice prima ci divertiamo un pò con la macchina a correre, sgommare, fare testa-code ecc. Poi prendiamo due sacchi di yuta, li riempiamo di neve e li leghiamo ciascuno ad un auto. Io monto su uno e Martins sull'altro.

All'inizio è andato tutto liscio, poi Reinis comincia ad accelerare, raggiungiamo alte velocità, la neve mi avvolge e mi disorienta. All'improvviso ci scontriamo con un mucchietto di neve più alto degli altri e poi non ho capito più nulla. Ho visto tutto bianco, dopo vari urti mi son trovato sotto la neve. La macchina era ormai lontana.

Dopo un pò mi alzo. Avevo la neve ovunque, negli scarponi Caterpillar, nella salopette, all'interno del giubbino, persino dentro ai guanti. Sentivo freddo e mi faceva male il polso. Dopo un pò son venuti Krists e Reinis, mi hanno aiutato a rimettermi in sesto e son rientrato in macchina.

Riga (LETTONIA) Dicembre 1999

Saliamo fino alla sommità di una collinetta situata all'interno di questa immensa area verde... ehmm bianca volevo dire, e proprio lì qualcuno mi spinge, perdo l'equilibrio e col sedere a terra, a mo' di slittino, come un bob impazzito, cadendo, finisco sulla pista destinata agli slittini e la percorro tutta col mio sedere che era diventato nel frattempo una tavola da snow-board! Non so com'è successo ma poco dopo scivola anche Svetlana e fa la stessa fine mia, il coraggioso Krists, per cavalleria, si lancia per aiutarla ma non aveva considerato che con i mocassini sulla neve si fa fatica... Non solo non l'afferra ma atterra addosso a lei! Rimane Ilona che non si è capito se per errore o per solidarietà si sacrifica e si lancia sulla pista con tutta la sua bella pelliccia elegante!

Riga (LETTONIA) Dicembre 1999

Ho fatto un gran pupazzo di neve ma mi son congelato le mani e mi son beccato un bel raffreddore. Però è stato divertente. Tutto per una foto!

Francesco pronto con la mia macchina fotografica, mi metto in posa accanto alla mia "scultura di neve" e... Cheese! Che succede?

Nooo! E' terminato il rullino. Gli altri ce li ho nella valigia già spedita in Lettonia!!!

 

Irun (SPAGNA) Agosto 1999

Alle 16.34 avevamo il treno per Nizza.

Ore 16.25 si ferma un treno, saliamo su e questo subito riparte.

" Sicuri che è quello giusto?" Strano che parta con 10 minuti di anticipo (in genere è il contrario)! Mi sa che abbiamo sbagliato! Scendiamo alla prima stazione, e a piedi corriamo a ritroso lungo i binari fino alla nostra stazione di partenza, ce la facciamo per un soffio!

Bruxelles (BELGIO) Agosto 1999

In treno, siamo quasi arrivati nella capitale belga. Simona, la torinese che viaggia con noi nel Benelux, chiede una sigaretta ad un uomo accanto a noi. Quest'ultimo le offre un pacchetto intero! Dopo un pò prende una bottiglia di vino e brinda con noi... A stomaco vuoto non possiamo bere tanto... Passa il carrello porta-vivande e ci offre vari sandwiches... Ma chi è questo?

Lo conosciamo meglio: Ernie Taylor, 43enne di Londra, fotografo porno. Ha avuto una vita molto travagliata, fino a cinque anni fa moriva di fame a Madrid, poi la svolta della sua vita... Tutto cominciò con delle foto amatoriali scattate a sua moglie durante una vacanza... Ora lavora per molte riviste europee, solo oggi aveva guadagnato circa 6 milioni di lire (3000 euro) per un servizio fotografico. Ci ha mostrato pure qualche foto!

Quanta gente strana si incontra in viaggio!

Dublino (IRLANDA) Agosto 1999

E' l'una di notte e non sappiamo dove dormire...

Basta! Pianteremo la tenda qui, in questo parco pubblico...

Che notte da incubo!

Per circa tre ore non siamo riusciti a chiudere occhio, anzi, ci siamo distesi senza sacco a pelo, vestiti e con le scarpe e addirittura col coltello in mano...

E' stata la peggior notte di tutto il viaggio, ogni tanto sentivo fruscii, rumori di passi che si avvicinavano alla nostra tenda e sempre mi ridondavano nelle orecchie le parole dei tanti ragazzi conosciuti in giornata che mi raccontavano di italiani in coma dopo essere stati aggrediti lì a Dublino.

Takx se la dorme dicendo: "Se ci deve succedere qualcosa, o dormiente o sveglio, succede lo stesso!" Io non la penso così e vigilo.

La mattina, il gentile Antonio, ci viene incontro portandoci la colazione proprio quando un uomo si avvicina e ci dice: "Non è permesso montare le tende qui... Due settimane fa due ragazzi italiani sono stati attaccati e feriti qui dagli irlandesi..."

Thurso (SCOZIA) Agosto 1999

Arrivati in questa città, capolinea del Regno Unito, decidiamo di accamparci su un'immensa distesa verde dove stonavano i colori delle tende ad igloo sparse qui e lì; ci sono delle Harley Davidson parcheggiate accanto ad alcune tende, dei bambini giocano vicino ai loro camper... Monteremo la nostra tenda nel punto più solitario del campo, proprio a ridosso di un burrone che da sul Mar del Nord... Passeremo la notte qui... In verità avrei voluto piantare la nostra tenda sulla bellissima spiaggia proprio alla base del burrone...

[N.d.r. La mattina successiva, con l'alta marea, quella spiaggetta era sparita completamente, anche stavolta ci è andata bene!]

Manchester Airport (INGHILTERRA) Agosto 1999

Trascorreremo da intrusi la notte in questo aeroporto...

Prima un addetto alla sicurezza mi ha fermato chiedendomi che facevo lì... Mentre mi faceva questa domanda ho lanciato un furtivo sguardo al display delle partenze e notando un volo schedulato per le sei del mattino per Verona ho prontamente risposto: "Abbiamo il volo domattina presto per Verona!" - "Ah, scusate"!

Oxford (INGHILTERRA) Luglio 1999

Dobbiamo risparmiare sennò non riusciremo a portare al termine questo viaggio come vogliamo noi. I bus inglesi sono molto costosi quindi tenteremo di fare solo un biglietto!

Saliamo a bordo e mi fermo subito dinanzi al driver per pagare il mio biglietto mentre Takx, coperto da me, si infila rapidamente dentro e sale al secondo piano...

Ma stavolta qualcosa va storto. L'autista se ne accorge e, fermato il bus, sale subito su a controllare... Il caso vuole che controlla i biglietti a tutti tranne che a me (che ero l'ultimo ad averlo acquistato) e che nel frattempo l'avevo dato a Takx che passa tranquillamente il controllo...

L'autista, un pò perplessa, ritorna al suo posto...

 

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